Forzaroma.info News AS Roma Editoriali Roma, un mercato (fin qui) decoroso che profuma tanto di occasione persa

Roma, un mercato (fin qui) decoroso che profuma tanto di occasione persa

Francesco Balzani
Gasperini cullava sul serio sogni scudetto ed era convinto che si potesse uscire dalla zona onirica che attanaglia Roma dal 2001 con un paio di innesti top

Il ritorno in Champions, il Centenario, i sogni e le speranze. Quelle di Gasperini e dei tifosi che hanno già risposto alla grande al botteghino. Eppure, beh eppure c’è un senso di incompiuto. Si poteva fare di meglio, si poteva fare di più. O forse no? Forse i paletti Uefa erano davvero così stretti, forse è davvero giusto non pagare stipendi d’oro. Sta di fatto che il tecnico cullava sul serio sogni scudetto ed era convinto che si potesse uscire dalla zona onirica che attanaglia Roma dal 2001 con un paio di innesti top. Per il nostro campionato si intende, perché in Premier certi nomi sono solo da contorno. Parliamo di Greenwood e Summerville, ma alla fine pure di Nusa o Fofana. Nulla di trascendentale, ma di certo calciatori che potevano offrire maggiori garanzie a una squadra che non ha colmato il gap con Inter e Napoli. E che si ritrova, piena zeppa di giovani interessanti, nel solito mucchio selvaggio con Como, Milan, Juve e Atalanta. Di certo la rosa è migliore di quella di un anno fa. Basti pensare agli switch: Castro per Dovbyk, Molina per Celik, Mora per Bailey. Lo ha ribadito anche Gasperini che conosce quanto seriamente ha lavorato D’Amico, ma anche quanto siano state le difficoltà di comunicazione con i Friedkin. La Roma non ha ceduto big e questo va riconosciuto, ma non è riuscita nemmeno a cedere quei giocatori che avrebbero aperto le porte a un vero cambiamento. Un merito o una colpa? Questo lo lasciamo decidere a voi.

Di certo nemmeno il più ottimista oggi si sente di dire: “Possiamo essere noi per un anno l’Anti-Inter”. È mancato quel colpo, quel regalo che avrebbe obbligato le forze dell’ordine a presidiare Fiumicino o Ciampino. Quel super eroe in più a cui affidarsi nei momenti duri. Gasperini sa bene che la squadra non è da scudetto, forse nemmeno da Champions anche se lo scorso anno è arrivata terza al fotofinish. Si aspettava che proprio quel miracolo potesse sbloccare rubinetti intasati dai rimasugli di un accordo con l’Uefa che ha inquinato spesso le acque negli ultimi anni. E invece “la resa dei conti” arriverà nei prossimi mesi, e magari dopo (davvero) si potranno cullare sogni scudetto. Speranze, appunto. Di un fine agosto che non regala certezze, che non mette la macchina giallorossa nella famosa pole nelle griglie di partenza. Molto dipenderà dalla luna di Dybala, dalle promesse di Mora e dalla conferma di Malen. Ci sono ancora 10 giorni però, 10 lunghi giorni. Intanto inizia il campionato e quel senso di “vorrei ma non posso” non è ancora passato.

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