Forzaroma.info News AS Roma Dybala: "Grazie a Mou sono arrivato a Roma, a Budapest non ci mancò solo il rigore"

Dybala: "Grazie a Mou sono arrivato a Roma, a Budapest non ci mancò solo il rigore"

Redazione
La Joya a ruota libera svela anche un anedotto: "Non sapevo nulla della presentazione al Colosseo quadrato, non ci potevo credere"

Paulo Dybala e la Roma continueranno a stare insieme. Ormai è questione di giorni, anzi di ore. Poi arriverà la firma sul contratto che legherà la Joya al club giallorosso per un altro anno su precisa richiesta di Gasperini. Intanto, però, l’argentino si è raccontato senza filtri in un podcast con lo youtuber Daavo. Partendo dall’elogio a Leo Messi. “Per tutto quello che sta dimostrando è il migliore. Di sempre? Le epoche sono diverse, difficile dirlo. Ma credo di sì”. Poi quello per Mourinho, l’artefice del suo arrivo nella capitale. “Mou è un genio ed è una bella persona - dice Dybala -. Ci ha sempre parlato con rispetto, si è preso cura di noi, ci ha amato e a Roma la gente si è innamorata di lui per quello che ha dato. Grazie a lui sono arrivato a Roma". Tornando a quei giorni Dybala rivela anche un anedotto: “Non sapevo nulla della presentazione al Colosseo Quadrato. La Roma mi diceva che avrei tenuto una conferenza un po’ speciale, ma non sapevo di cosa si trattasse. Quando ho salito i gradini e ho visto tutta quella gente mi sono emozionato, parliamo di 15 mila persone. Non potevo crederci anche perché venivo dalla Juventus che è un club molto odiato in Italia. C’era anche Mourinho e tutto il suo staff quella sera”.

Parole al miele anche per El Aynaoui: "Sta facendo un gran bel Mondiale, lo sto seguendo attentamente. E alla Roma, oltre a dire che è un giocatore forte, è anche un bravo ragazzo. Sono felice per lui“. Poi ancora una volta un commento sulla notte più amara, quella finale di Europa League persa contro il Siviglia ai rigori. La mente di Paulo va ancora all’arbitraggio di Taylor. "È vero, il fallo di mano fu assurdo, ma nel corso della partita non ci fu soltanto quello. Ci sono stati vari momenti in cui l'arbitro ha fischiato cose strane. E’ un dolore ancora forte”. Poi la frase ad effetto, quella che magari non ti aspetti da un argentino di questi tempi. “Yamal? È un fenomeno. Per me può essere l'erede di Messi, ha i mezzi giusti”.