Gasperini: "Mi auguro maggiore presenza dei Friedkin. A Roma serve un progetto comune"
L'allenatore della Roma alle 13:30 prenderà parte alla consueta conferenza stampa alla vigilia dell'ultima giornata di campionato contro l'Hellas Verona. Il match, decisivo per la qualificazione in Champions League dei giallorossi, è in programma domani, domenica 24 maggio, con fischio d'inizio alle 20:45 al Bentegodi. A breve le parole del tecnico in conferenza:
GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA
Come arriva la squadra fisicamente? Sulla condizione di Koné. "Koné ha recuperato, si è allenato tutta la settimana con noi. Non è al 100% ma è disponibile, non so se giocherà titolare. Le temperature sono cambiate, in questo momento il fattore è l'attesa di questa gara. Dobbiamo essere bravi ad arrivare al momento giusto domani sera, è una partita molto importante".
Un bilancio della sua prima stagione a Roma? "Sì in questo periodo magari si fanno dei bilanci, ma ora non ce la faccio perché siamo molto concentrati sulla partita. Sarebbe un traguardo per la società, per i tifosi, per la squadra che manca da anni. Dipende solo da noi. I totali magari li faremo domani dopo la gara. Oggi prevale la tensione e l'attenzione".
Ha lavorato sull'aspetto mentale in settimana? Come ha trovato i senatori? "Tutta la squadra è sul pezzo ed è consapevole dell'importanza della gara. È una settimana lunghissima, che sembra non finire mai. Sarebbe il traguardo di una stagione che ci ha visto sempre molto uniti e dove la squadra ha risposto bene e ha avuto voglia di fare".
In questi anni la società ha investito tantissimo, ma non è mai arrivata così vicino a un obiettivo così importante. A Trigoria cosa ha cambiato di più? Dove ha inciso? "Non è stato un anno facile. Ho cercato di portare il mio metodo e il mio modo di lavorare. Ho avuto la fortuna di trovare dei ragazzi che credevano in me. Questo è stato il segreto dei 70 punti ottenuti finora. Abbiamo trovato il feeling, obiettivi comuni da sviluppare giorno per giorno. Sono passati 11 mesi, ora quello che prevale è riuscire a coronare un risultato a cui neanche noi credevamo in certi momenti. Questo lo rende più atteso, dipende solo da noi. Il calcio è crudele, in 90 minuti ti giochi tutto. Ci sono stati risultati negativi ma magari quelli positivi si dimenticano. Bisogna guardare le partite vinte dalla Roma per raggiungere degli obiettivi".
Dopo Bologna-Roma lei disse 'non ci date per spacciati'. Lei credeva al quarto posto o era un modo per spronare la squadra? "Abbiamo fatto delle ottime gare, la squadra ha iniziato a fare gol rispetto a inizio stagione e hai possibilità di ribaltare le partite come successo a Parma. Io ero convinto di noi, di una squadra che può fare un rush finale come sta facendo. Dipendeva anche dalle altre squadra ma questo non toglie nulla a quello che abbiamo fatto".
La Champions sarebbe uno dei traguardi più importanti della sua carriera? "Non voglio fare classifiche. Ogni obiettivo è straordinario quando si raggiunge. C'è chi lotta per lo scudetto o per la salvezza. Quando si raggiungono gli obiettivi si è soddisfatti, quest'anno ce lo siamo posti noi come traguardo superiore a quello che ci era richiesto. È stata una spinta continua per non mollare mai e andare oltre le nostre possibilità. Tutti avvertivamo che era quello che voleva la gente. Per renderli soddisfatti questo è un obiettivo da raggiungere".
Dalla proprietà ha avuto garanzie per una presenza più costante rispetto a quella che c'è stata? "Questo è un impegno gravoso che ho cercato di sviluppare in questo periodo. La presenza della proprietà è fondamentale. Fondamentale perché si evitano situazioni spiacevoli che possono nascere. La loro presenza dà forza alla squadra e all'ambiente. Dà risposte chiare e più veloci rispetto al passato. Questa sarà una scommessa. Speriamo che il risultato positivo di domani possa aiutare ad avere una Roma compatta e forte nei progetti e nelle idee, magari sbagliando ma con un obiettivo comune. Mi auguro la loro maggiore presenza che può aiutare tutto questo".
Su Soulé, quanti margini di miglioramento vede? "Ha fatto una parte di stagione molto positiva. Ha avuto poi un periodo di assenza che ha ridotto il suo impatto e la sua forza. Lo scorso anno ha giocato da quinto ma le sue caratteristiche sono offensive. È un giocatore giovane, quando supererà questa pubalgia diventerà ancora più forte".
I tifosi magari si augurano di andare in Europa League perché c'è possibilità di vincerla. Può spiegare perché invece è importante andare in Champions? "Per le società dal punto di vista economica. La differenza è notevole sotto quell'aspetto. La parte economica ti permette di aumentare la distanza su altre squadre e di poter spendere di più. Hai più appeal per i giocatori dall'estero, una Roma in Champions diventa ambita per tanti giocatori. Ha importanza economica anche per i giocatori. Poi l'aspetto emotivo di far parte dell'élite europea, di far parte delle prime quattro in Italia".
Si sente di autocomplimentarsi per quello che sta facendo? "Domani sera magari è meglio (ride, ndr)... c'è gratificazione da parte di tutti. Poteva essere una stagione più difficile, c'è soddisfazione per come l'abbiamo affrontata. C'è questa ultima giornata che conta, alla fine quello che rimane è il risultato finale. Se vince festeggi, se non ci arrivi racconti... noi vorremmo evitare di raccontare come è andata e lanciare magari un segnale".
Il Verona è pericoloso in contropiede, ha preparato qualcosa in settimana in vista della partita? "Sì è vero, la Roma però ha fatto risultati anche contro squadre medio-piccole. Il focus va fatto su tutto. Incontreremo una squadra retrocessa ma ha sempre fatto ottime partite. Sappiamo che l'obiettivo è tutt'altro che facile. Dobbiamo ancora fare 90 minuti bene".
Vincendo eguaglierebbe il record di Liedholm per il quinto allenatore con più punti in Serie A. Cosa significa per lei? "Vuol dire che ho fatto tanti campionati, è un record non proprio invidiabile, ne farei a meno (ride, ndr)... è un record che ti dà soddisfazione ad essere equiparato ad allenatori come Liedholm, un mostro sacro. È una bella coincidenza anche questa, speriamo di raggiungerli in una situazione del genere, avrebbe anche più valore".
Lei parla spesso della compattezza del gruppo, c'è stato un momento specifico in cui ha avuto prova di questo? "Secondo me ogni volta che perdevamo una partita, e non ne abbiamo perse poche. Quando si è persa una partita c'è sempre stata una reazione. Di solito quando perdi nascono le polemiche, quando vinci va tutto bene. Dopo le sconfitte non venivano mai fuori polemiche o chiacchiere dentro la squadra. Questo è stato un segnale di grande professionalità e di andare avanti e guardare avanti".
C'è qualcosa che magari si rimprovera o qualcosa che cambierebbe di questo primo anno? "Tutto è stato fatto in buona fede, quando lavori così ogni tanto sbagli ma dagli errori impari. Si riparte per fare meglio dopo. L'errore non è mai un fallimento, se non sbagli mai non impari mai. Dalle situazioni negative poi abbiamo sempre avuto la capacità di fare meglio dopo".
Il 23 agosto, salendo gli scalini prima di Roma-Bologna, avrebbe firmato per essere qui in questa situazione o un po' se lo aspettava? "In quel momento non guardavo avanti, era la prima partita. Guardavo cosa eravamo in grado di fare dopo le amichevoli e la preparazione. I traguardi me li pongo strada facendo, prima giochi, vedi che valore hai, come sei... dopo magari ti accorgi che con certe squadre puoi giocare allo stesso livello. È stato un qualcosa che va avanti di volta in volta".
Svilar è stato premiato come miglior portiere della Serie A, quanto incide averlo in squadra? "Eh beh... qualcuno diceva 'datemi un portiere che para e un centravanti che segna e al resto ci penso io', ed era un grandissimo allenatore. Ora li ho tutti e due e infatti si vede (ride, ndr)".
© RIPRODUZIONE RISERVATA