Capello lancia la Roma: "È l'anti Inter. Ci sono delle analogie con la squadra del 2001"
La stessa fame, la stessa anima forte. Fabio Capello rivede nella Roma di Gasp lo spirito della squadra tricolore del 2001. E spiega perché può credere nello scudetto: "Perché ha proseguito sullo stesso itinerario della scorsa stagione e sta mantenendo lo stesso atteggiamento con una base di gioco e qualità importante: in più ha schierato un giocatore nuovo, Mora, che si è già inserito perfettamente nei meccanismi della squadra. L'avevo detto anche venti giorni fa: l'anti-Inter in effetti è la Roma", ha detto a La Gazzetta dello Sport.
E perché, Capello, la Roma in particolare può mettere paura ai nerazzurri? "La Roma gioca uno contro uno a tutto campo e ha soprattutto questo gioco propositivo per il quale si aiutano tutti: quando hai 4-5 giocatori di qualità presenti nei sedici metri, che sanno dialogare nello stretto, prima o poi qualcosa succede. E contro l'Atalanta il gol della vittoria alla fine è arrivato".
Vede analogie, nel complesso, con la sua Roma dello scudetto? "Molte, il primo anno a Roma avevamo capito di essere forti, poi abbiamo completato la squadra con Batistuta...".
Capello e Gasp confermano che per allenare (e bene) in una piazza complessa come Roma ci vuole probabilmente un tecnico del Nord, più distaccato: conferma? "Sono sempre convinto che ci vogliano i giocatori per vincere. Però a Roma è vero che si passa facilmente dall'esaltazione alla depressione: è necessario sempre l'equilibrio, un po' di sangue freddo: forse qualcuno riconosce a me e a Gasp queste caratteristiche..."
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