Calafiori: "Spero che la Roma vada in Champions. Guarderò la partita dal telefono"
Riccardo Calafiori, ex Roma e difensore dell'Arsenal, ha parlato ai microfoni di Sky Sport durante il "media day" organizzato in vista della finale di Champions tra i Gunners e il Psg. Il difensore, neo campione d'Inghilterra, ha raccontato i dettagli della festa ed ha anche parlato delle sue speranze di Champions per la Roma. Ecco le sue parole.
"E' andata benissimo, una festa stupenda che sarà difficile eguagliare".
È diventato l'italiano con più presenze e più minuti a vincere la Premier League… "E' molto emozionante, per certi versi meglio aver vinto così che sul campo. L'attesa e il gufare il City sono stati belli. Quando aspetti una cosa e la vuoi così tanto a volte non è bello come credi, ma questa volta non è stata così...".
La sua duttilità è stata apprezzata da Arteta... "E' una cosa che mi riesce bene da qualche anno. In questa squadra ognuno può esprimersi al meglio e io riesco a dare il mio contributo in questo modo, sono felicissimo".
Ora affronterà Luis Enrique che incrociò alla Roma. "Ero appena arrivato alla Roma quando allenava lì. Dove sono oggi mi sembra ancora un sogno, mai lo avrei immaginato. Oramai che ci sono spero di alzare anche l'altra coppa".
Con l'Italia invece non è andata bene. "Ho avuto quel mese di marzo abbastanza complesso fra Italia e Arsenal, con cui siamo usciti dalle coppe. Heinze in quelle settimane mi disse che sarebbe successo qualcosa di bello per me, una cosa è già successa ora spero ne arrivi un'altra. C'è delusione per l'Italia però, non so neanche se riuscirò a guardare le partite del Mondiale".
Ha seguito la stagione di Roma e Bologna? "Guardo le partite di Roma e Bologna ogni tanto... Spero che la Roma possa arrivare in Champions, è da tanto che manca e ne sarei felice".
Domenica guarderà la sfida decisiva? "Starò festeggiando di nuovo domenica ma dal telefono guarderò la partita perché sarà troppo importante...".
Cosa le sta dando Arteta? "Come allenatore non ho mai avuto uno così dedito al lavoro, che vuole migliorarsi così tanto. E' questo il suo segreto e lo trasmette a tutti, anche a me. Non c'è un allenamento in cui non mi dica dove migliorare, lui lo sa e sa che possiamo raggiungere un livello ancora più alto di questo. A volte lo odio e a volte lo amo e va bene così".
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