Buffon gli pagò la cena, Mou lo stimava: chi è Oosterwolde, il jolly che piace a Gasp
Oosterwolde e la Roma nel destino. Da più di un anno il suo nome gira dalle parti di Trigoria. Cercato, osservato, ma mai davvero vicino. Ora, invece, la porta si è aperta. Jayden è a un passo dalla Capitale e può diventare il nuovo jolly di Gasperini. L'affare può essere chiuso in giornata: si lavora su un prestito oneroso da 1 milione, con diritto di riscatto fissato tra i 15 e i 16. Un metro e 89 di fisico, ma anche velocità, tecnica e gamba: tutto quello che serve per conquistare Gasp. E no, Oosterwolde non è soltanto un difensore. Anzi. Il terzino lo ha sempre voluto fare, fin da quando aveva 14 anni. È lì che è cresciuto, dallo Zwolle al Twente, prima di arrivare in Italia. Al Parma ha conosciuto la Serie B e soprattutto Gianluigi Buffon, che gli ha lasciato un ricordo particolare. Una sera arrivò in ritardo e si ritrovò a dover pagare la cena della squadra: Buffon gli mise 5 mila euro in tasca per aiutarlo. Poi il Fenerbahce e l'incontro con Mourinho, che lo ha allenato e ne ha apprezzato proprio quelle caratteristiche da terzino moderno. Corsa, fisico, duttilità. Nel frattempo ha imparato anche a giocare da centrale e da braccetto, senza perdere la sua natura. Ed è forse proprio questo il motivo per cui oggi può diventare un giocatore da Gasp. La Roma lo aspetta. Oosterwolde è vicino.
Il sangue indonesiano e surinamese, poi il sogno Olanda: le origini di Oosterwolde
Prima di arrivare al Fenerbahce e incrociare la strada di Mourinho, c'era un ragazzino di Zwolle. Jayden nasce nei Paesi Bassi, ma porta con sé due radici lontane: sangue indonesiano da parte della madre e surinamese da parte del padre. Due Nazionali che, nel corso degli anni, hanno provato a convincerlo. Ma Oosterwolde ha sempre avuto un'idea precisa: aspettare l'Olanda. Il sogno era vestire la maglia degli Oranje. Il calcio, invece, comincia sotto casa. Nello ZAC Zwolle, la squadra della sua città. È lì che muove i primi passi, prima di entrare a 11 anni nel settore giovanile del Twente. Un passaggio fondamentale per la sua crescita. Cambia ambiente, categorie, compagni. Ma non cambia idea sul ruolo: vuole fare il terzino. Al Twente cresce fino ad arrivare in prima squadra. Nel 2020, a 19 anni, arriva l'esordio tra i professionisti contro il Fortuna Sittard. Parte titolare e ci mette subito lo zampino: assist per Queensy Menig e vittoria per 2-0. È il primo passo nel calcio dei grandi. Da lì comincia il viaggio.Dal quinto con Pecchia al braccetto con Mourinho: così Oosterwolde ha imparato a fare tutto
Dopo il Twente arriva l’Italia. Gennaio 2022, Parma. Oosterwolde sbarca in prestito e si affaccia per la prima volta al calcio italiano, in Serie B. All’inizio qualche panchina, poi la fiducia di Pecchia e la conquista della fascia. Parte nei quattro di difesa, da terzino sinistro, ma quando il Parma passa alla difesa a tre lui sale di qualche metro e fa il quinto a sinistra. Esattamente il ruolo che oggi può ritrovare con Gasperini. Corsa, fisico e spinta: partita dopo partita si prende spazio e mostra anche un carattere forte, di quelli che nei match importanti si fanno sentire. Il Parma decide di riscattarlo, ma è solo una tappa.Nell’estate 2023 arriva il Fenerbahce, che investe 6 milioni per portarlo a Istanbul. Qui trova un altro calcio e anche un altro ruolo: viene utilizzato spesso da braccetto nella difesa a tre, senza perdere la possibilità di spingere. E soprattutto trova Mourinho. Il portoghese ne apprezza le qualità e lo considera un terzino forte, uno di quelli capaci di dare qualcosa in più quando la partita si accende. Poi, nell’ottobre 2024, arriva il momento più difficile: la rottura del crociato lo costringe a fermarsi e a chiudere anzitempo la stagione. Un infortunio pesante, ma Mourinho continua a fargli sentire la sua vicinanza. Dopo l’operazione, il portoghese gli scrive anche scherzando: “Ora ho un problema, non ho più il mio terzino sinistro”. Oosterwolde riparte da lì, recupera e torna in campo. Ora la Roma, con Gasp.
Tutta fascia, braccetto o quinto: il jolly che vuole Gasp
E allora eccolo, il motivo per cui Gasp lo vuole. Oosterwolde è un Celik più forte. Molto più forte. Stessa duttilità, ma con qualcosa in più. Può fare il quinto a tutta fascia, il braccetto, giocare nei tre dietro o spingere a sinistra. Non si tira indietro, non fa storie: dove lo metti, gioca. E poi ci sono 1,89 di altezza, fisico e velocità, un mix che lo rende difficile da superare e pericoloso quando parte. Sono proprio le caratteristiche che Gasperini cerca nei suoi giocatori. Un jolly vero, pronto a fare quello che serve. E le condizioni fisiche? Non sembrano preoccupare. Il crociato di due anni fa è l'unico vero stop pesante della sua carriera. Per il resto, Oosterwolde è sempre stato a disposizione e non ha mai saltato lunghi periodi di stagione. A 25 anni ha ancora tutto davanti. E con Gasp può ancora crescere. Roma lo aspetta.© RIPRODUZIONE RISERVATA