Bruno Conti, 35 anni fa l'addio al calcio: la Roma ricorda il 'granfinale'
Il 23 maggio non è una data come le altre nella storia dell'A.S. Roma e nel cuore dei tifosi giallorossi. Oggi, 35 anni fa, Bruno Conti dava l'addio al calcio. Era il 1991 quando il dirigente romanista Gilberto Viti organizzò all'Olimpico il 'granfinale', l'evento per celebrare il campione d'Italia e del Mondo Marazico. "La festa è in calendario il giorno dopo la finale di ritorno di Coppa UEFA, Roma-Inter, vinta dai nerazzurri. Ma, nonostante questo, nonostante tutto, lo Stadio si riempie di nuovo, in ogni ordine di posto. Tutto esaurito, nemmeno uno spazio libero, come se nulla fosse successo ventiquattro ore prima. "Un giorno d’amore", come il titolo dello speciale televisivo dedicato al "granfinale" e diventato un cult nelle tv locali, con il brano “Losing my religion” dei Rem a sottolineare i momenti più toccanti. Lo stadio è esaurito. Ed è romanista per la totalità. Non ci sono ospiti. Passerà alla storia come una delle serate con più tifosi di sempre sugli spalti con più di 80mila presenze. Migliaia di bandierine celebrative a contribuire ad una scenografia epica e suggestiva. “Un Bruno Conti, c’è solo un Bruno Conti”, è la colonna sonora perpetua. Doverosa una rappresentanza della tifoseria a bordo campo a omaggiare il campione. “Bruno Conti è uno di noi, è un tifoso”, la voce di uno dei tanti. La delegazione della Curva Sud regala una targa celebrativa a Bruno: “Stare insieme a te è stata una partita, ci vorrebbe un amico per poterti dimenticare”, citando un passaggio della canzone di Antonello Venditti, “Ci vorrebbe un amico”. Due fotogrammi restano della serata, tra i tanti. Il primo, l’abbraccio nel sottopassaggio di Agostino a Bruno, stringendolo da dietro, mentre lo stesso Conti saltella nervoso per l’attesa prima dell’inizio dell’evento. Il secondo, la corsa verso la Sud di Bruno e Paulo ad omaggiare il settore. Tanta tanta Roma in una notte sola. Una notte magica davvero, altro che quelle di un anno prima. Magica come solo la Roma sa essere", uno stralcio del ricordo pubblicato dalla Roma sul suo sito ufficiale.
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