Aldair: "Giusto dare fiducia a Gasperini. In passato ho rifiutato anche la Lazio"
Una giornata speciale per Aldair che ha presentato l'anteprima del docufilm che racconta la sua carriera alla Roma. "Aldair - Cuore Giallorosso", pellicola diretta da Simone Godano, uscirà ufficialmente nelle sale il prossimo 21 maggio e ripercorrerà la storia di 'Pluto' attraverso immagini d'archivio, testimonianze e materiale inedito. Queste le parole di Aldair:
Qual è stato il derby che lo ha reso più felice e quello che ricorda con più tristezza? "Il derby più bello è stato quello con Mazzone del 3-0. L’anno che abbiamo perso 4 derby di fila è stato brutto anche se ne ho giocato solamente uno. L’attaccante più forte della Lazio che ho affrontato è stato Boksic che mi faceva girare la testa".
Le piace ancora il calcio di oggi? "Sarei rimasto alla Roma anche se avessi giocato in questi anni. In passato ho rifiutato diverse offerte (anche una della Lazio, ndc). I tempi sono passati ma dipende sempre dai giocatori e dal club. Normale che sia cambiato il calcio, girano tanti soldi e non tutti riescono a giocare 18 anni ad alti livelli e cercano di avere dei bei contratti per pensare alla famiglia".
Oggi c’è bisogno di una rivoluzione all’interno delle tifoserie? "Penso che in passato c’erano molti più problemi. Lo stadio della Roma è sempre pieno ed è l’uomo in più. Non ci possiamo lamentare di questo. Devono rimanere come sono, c’è poco da cambiare. Per parlare di questo poi dovrei stare più dentro".
La Roma di oggi ha una mentalità vincente? "Questa Roma ha un buon allenatore. Si aspettava qualche giocatore che è arrivato un po’ tardi. Penso che la squadra ci sia ed è importante che la società abbia dato la fiducia al tecnico. Anche Capello il primo anno era in difficoltà poi con 2/3 acquisti come Batistuta la squadra è migliorata e ha vinto lo scudetto".
Che cosa ricorda dell’addio al calcio? "È stato un momento triste. Dopo partita d’addio alla Roma sono andato al Genoa ma non riuscivo più a giocare. L’addio al calcio l’ho dato quando ho lasciato la Roma".
Come era il rapporto con i giocatori della Roma? "I primi anni sono sempre difficili per uno straniero perché prima in rosa c’erano tantissimi italiani. Dopo i primi tempi non ho avuto più problemi e sono diventato uno di casa".
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