Dentro o fuori per Summerville: la Roma è in attesa della risposta dell’olandese
Dentro o fuori. In queste ore. A fine pomeriggio o magari in serata. La Roma è di nuovo in corsa per Summerville, ma vuole in tempi brevi la risposta definitiva dai procuratori del giocatore. La pista rimane complicata, ma l’apertura c’è stata. A tarda sera si è fatto vivo con D’Amico il manager italiano che, lavorando per l’agenzia che gestisce l’attaccante (The Team, la stessa che gestisce Malen), ha voluto conoscere le reali intenzioni del club giallorosso per convincere l’olandese. Che, è bene ricordarlo a chi lo ha dimenticato, è la prima scelta di Gasperini per il ruolo esterno alto a sinistra. Non da oggi, da gennaio. La presenza di Ryan Friedkin - finalmente sbarcato nella Capitale e già da stamattina a Trigoria come principale interlocutore di Gian Piero - di sicuro aiuta il nuovo ds giallorosso nella negoziazione. Almeno per accelerare l’eventuale chiusura.
Summerville, nodo ingaggio
Ma non è sufficiente l’arrivo del vicepresidente per il buon esisto dell’operazione. L’ostacolo, come è accaduto nella trattativa per Greenwood, è l’ingaggio del calciatore. Non c’è da accontentare, dunque, il West Ham (sufficienti 40 milioni), come non lo era il Marsiglia, ma Summerville. Che fino a qualche settimana fa avrebbe voluto guadagnare 6,5 milioni di euro. Le sue pretese, dopo l’eliminazione dell’Olanda dal mondiale dove ha comunque fatto bene, sono lievemente diminuite. Non abbastanza per la Roma che è disposta a concedere massimo 4-4,5 milioni a stagione per non alterare gli equilibri dentro lo spogliatoio giallorosso. Malen, ad esempio, riceve 3,2 milioni. Il suo compagno in nazionale, se fosse accontentato, prenderebbe il doppio. Ecco perché D’Amico, d’accordo con la proprietà, ha fissato il tetto che è inferiore ai 5 milioni. E’ il motivo per cui è saltato Greenwood. E non ci sarebbe da meravigliarsi del bis con l’olandese del West Ham. Gasperini avrebbe voluto più velocità nella negoziazione con il calciatore. Chiese Summerville a gennaio per fare subito coppia con Malen, si ritrovò a Trigoria il tris meno competitivo possibile, con Vaz, centravanti da svezzare e quindi nemmeno di scorta, e Venturino e Zaragoza, esterni solo per far numero. Ad inizio giugno Gian Piero ha spinto, a vuoto però, per affondare sull’olandese che, partito per il mondiale, si è subito allontanato e non solo fisicamente. La sua agenzia ha cominciato a proporlo in Premier, d’accordo con il West Ham, alzando il prezzo pure del cartellino. Tentativi per ora andati a vuoto. I suoi manager, ieri nella Capitale per chiudere Doekhi con la Lazio, hanno chiesto a D’Amico se esisteva ancora la volontà della Roma di prendere il giocatore, convinto a trattare anche da Malen.Il summit
L’incontro c’è stato oggi, a metà mattinata. Ma il ds è stato chiaro: l’offerta del club giallorosso non prevede rilanci spropositati, solo bonus d’assestamento. La risposta attesa dopo pranzo. Ancora non è arrivata. La Roma è in attesa. Ha bloccato Garnacho, alternativa a Summerville e quindi seconda scelta. E da portare a Trigoria, almeno inizialmente, solo in prestito, con il Chelsea ancora poco propenso a concedere questa formula. I procuratori dell’olandese, con la furbizia che appartiene a certe negoziazioni, propongono ancora Tzolis, altro loro assistito, in caso di no dell’attaccante del West Ham. Non è la prima volta. Ma a Gasperini non interessa. Gian Piero, intanto, insiste per Moreira dello Strasburgo, laterale per il centrocampo e capace di giocare pure davanti. E su entrambe le fasce. In attacco a destra, evaporato Greenwood, come ha svelato Teladoiotokyo piace, e tanto, il ventenne Endrick del Real Madrid, fino a giugno in prestito al Lione, stessa formula che stuzzica la Roma. Piede sinistro, fa il centravanti e gioca pure da esterno, a destra. E l’ingaggio - 2,5 milioni - è ok per i nuovi parametri economici della società giallorossa.© RIPRODUZIONE RISERVATA