Di Francesco: “Vittoria meritata, ma non si può soffrire così. Under ha qualità importanti”

Le parole dell’allenatore giallorosso al termine della gara vinta contro il Verona

di Redazione, @forzaroma

Dopo un mese e mezzo la Roma torna a vincere: nel lunch-time match della 23esima giornata di campionato, i giallorossi battono l’Hellas Verona per 1 a 0 grazie alla prima rete italiana di Cengiz Under. Al termine della gara, l’allenatore romanista Eusebio Di Francesco ha rilasciato alcune dichiarazioni.

DI FRANCESCO A PREMIUM SPORT

Pure voi festeggiate con la Scoobydoopapa?
A Roma ci vuole solo equilibrio.

Avete sofferto fino all’ultimo.
Siamo rimasti in dieci, e non abbiamo subito tiri in porta. Creiamo tanto e dobbiamo concretizzare. Dico sempre le stesse cose. Anche quando perdiamo è sempre di misura, segno che ci sta equilibrio.

Il modulo?
Dobbiamo vedere tante cose, con due mediani spesso prendi ripartenze. Io non improvviso nulla, ci stiamo lavorando ma non dimentichiamo che con il 4-3-3 abbiamo avuto risposte importanti. Abbiamo vinto meritatamente ma non si può soffrire così fino alla fine. La squadra mi ha dato però sensazione di compattezza, anche quando siamo rimasti in 10.

Sembra vi siate abbassati.
Assolutamente no. Il Verona cerca di più la palla lunga e se si calcia lungo ci dobbiamo abbassare per forza. Dipende da chi incontri, anche con la Samp è successo che non ci hanno permesso di essere aggressivi. Con noi che abbiamo il baricentro alto giocano quasi tutti così, con il Napoli che palleggia possiamo anche essere più alti.

Ottimo atteggiamento della squadra. La nota negativa gli errori superficiali che danno possibilità di mettervi in difficoltà.
L’errore fa parte dell’idea di gioco. Quando mancano sicurezze sbagli qualche pallone in più. Spesso volevamo forzare le giocate dentro. Io voglio sempre due giocate dentro e una fuori. Questo ha permesso agli avversari di prenderci più facilmente. Nel primo tempo le statistiche però hanno detto che gli altri l’hanno vista poco.

DI FRANCESCO A SKY SPORT

Quaranta secondi da urlo, poi vi siete complicati la vita con il rosso.
Ero convinto che Under venisse fuori prima o poi perché ha qualità importanti, mi viene da sorridere perché due partite fa si diceva che era meglio far giocare uno della Primavera. Bisogna avere la capacità di saperli aspettare e capire che ha determinate qualità. Lui è un ragazzo che comincia a capire l’italiano, anche se non lo parla ancora bene, mi capisce meglio rispetto a prima che faceva più fatica. Sono contento per lui e per la squadra, magari sono meno contento per come siamo capaci ogni volta di complicarci la vita e di creare tante situazioni e occasioni da gol. Non è la prima volta.

Nainggolan: 10 metri più avanti possono permettergli di essere più vivo nel gioco.
Abbiamo prodotto anche in altre occasioni, quella posizione lì è importante perché lui si sa muovere, ma lo faceva e volevo lo facesse anche da mezzala. Poi quando ti abbassi a difendere non hai la stessa libertà di azione. Però non abbiamo vinto per il sistema di gioco, ma per l’atteggiamento. Aver cambiato sistema e non i principi è quello che voglio, il desiderio è ridare questa mentalità, dopo che finito il mercato c’è stata la compattezza di squadra e la sofferenza in 10. Non abbiamo concesso forse neanche un tiro in porta, questo significa che abbiamo ritrovato equilibri difensivi importanti.

DI FRANCESCO A ROMA TV

A volte si soffre anche per i gol mancati.
Per come eravamo partiti dovevamo chiudere prima la gara. Poi Lorenzo (Pellegrini, ndr) ha commesso quest’ingenuità e abbiamo difeso in 10. Abbiamo sempre avuto questo piccolo difetto di cui spero non parlare più perché torneremo a fare gol.

Si parlerà del cambio di modulo, lei ha sottolineato come sia importante come si scende in campo.
Ho voluto cambiare qualcosa nella testa dei giocatori, ho spostato Nainggolan più vicino a Edin perché l’aveva fatto e bene. Abbiamo ancora avuto qualche piccolo difetto, i mediani dovevano coprire la zona centrare ma avendo due giocatori propositivi ci ha reso meno bravi quando dovevamo difendere. Dobbiamo lavorare su questo.

Under ha detto che capisce di più l’allenatore, Defrel è entrato bene… Sono tasselli importanti.
L’atteggiamento e la testa, perché tutti possono voler entrare bene, se la prepari bene fa la differenza. Questa squadra questa settimana ha capito: l’approccio di chi è entrato è stato con la mentalità giusta, difendendo anche con i tre attaccanti. Under si diceva due settimane fa che forse non poteva giocare neanche in Primavera, ora ci ha fatto vincere la partita: ci vuole equilibrio, un giocatore straniero deve passare attraverso prestazioni buone e meno buone. Ma deve ancora migliorare tantissimo.

Che differenza c’è nella testa di Nainggolan, partire da lì o arrivarci da mezzala?
Da quello che ho capito nella testa di alcuni, sì. L’importante è non appiattirsi con i tre, con lui che poteva scegliersi la posizione. È inutile parlare con chi di calcio sa meno, se vogliamo parlare parliamo, se vogliamo parlare di numeri ne parliamo. Più che i numeri hanno fatto la differenza gli atteggiamenti oggi.

Cosa è cambiato dal primo tempo di domenica scorsa a quello di oggi?
È ovvio che mentalmente a volte può cambiare qualcosa. A volte siamo partiti bene, come con l’Inter. Oggi la squadra ha preparato la gara con cattiveria, quella mancata durante il mercato. Il mercato può spostare gli equilibri. Non ci ha aiutato, solo per colpa nostra perché io parlo sempre di professionalità. La squadra ha dato una risposta importante dal punto di vista caratteriale.

Come mai non si riesce a giocare 90′ al meglio?
Oggi un alibi glielo creiamo, quello di essere rimasti in 10. L’impostazione cambia, un Verona anche in superiorità numerica non ha trovato il pareggio, l’ha buttata avanti sapendo che noi cerchiamo di tenere la linea alta. Qualcuno dice flessibilità, qualcun altro dice che sono tornato indietro perché non ci ho capito niente. La cosa più importante è come approcciamo le partite più dei moduli. Se uno si sa muovere in campo cambia poco avere o no un attaccante vicino.

Lei aveva detto proverò a cambiare qualcosa…
Avevo pensato di cambiare prima della Sampdoria, a distanza di tempo lo farei. Non sarebbe stato il 4-2-3-1, volevo dare alla squadra più verticalità. Oggi ho visto qualche giocata osata in più.

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Secondo tempo dipeso dall’espulsione di Pellegrini?
Ma perché parlate sempre delle cose negative? Parliamo delle cose positive. Ottime idee e intensità, col desiderio di far gol, ne è arrivato solo uno nonostante la grande mole di gioco creata. Quando resti in 10 anche una squadra come il Verona ti può creare difficoltà. La grande forza è stata avere 2 occasioni importanti e non concedere occasioni agli avversari. E’ una partita a 2 facce che si lega anche all’uomo in meno che avrebbe potuto fare la differenza. E’ un momento in cui la squadra ha tante cose psicologiche dietro, rimane in 10 e pensa di non portare a casa neanche questa. Invece la squadra ha lavorato su determinati concetti nonostante l’inferiorità e nonostante io non abbia tolto attaccanti per difendere il vantaggio.

Quanto l’ha agevolata andare subito in vantaggio?
Il vantaggio lascia il tempo che trova, anche con l’Inter siamo andati in vantaggio subito e ci siamo fatti riprendere. Il pericolo era di non riuscire a portare a casa un risultato positivo vista l’inferiorità numerica. Siamo stati bravi a soffrire concedendo quasi niente. Inevitabilmente ti schiacci con l’uomo il meno, il Verona con questa palla lunga ci ha abbassato il baricentro. E’ una vittoria meritata, che arriva in un periodo difficile e per questo vale doppio.

Il Verona?
L’avevo vista bene con la Fiorentina, oggi l’abbiamo messi in difficoltà forse passando subito in vantaggio. Hanno trovato una squadra con una forza che non gli ha permesso di ripartire come avrebbero voluto. Bravi a lavorare con la linea difensiva.

Con il Genoa De Rossi, oggi il fallo di Pellegrini?
Succede, è un ragazzo giovane a differenza di De Rossi, può commettere qualche errore. Appena entrato ha commesso un paio di errori che l’hanno condizionato e ha fatto questo fallo ingenuo, al massimo avrebbe dovuto al massimo accompagnare l’azione e poi provare a intervenire. Non è entrato bene dal punto di vista mentale. Farà tesoro di questa ingenuità, per fortuna abbiamo vinto nonostante questa ingenuità che avrebbe potuto condizionarlo maggiormente. Dispiace che per domenica avremo due giocatori fuori per squalifica e questo non ci aiuterà. La squadra mi è piaciuta come atteggiamento. Al di là delle cose che si fanno, la fine del mercato, un insieme di cose che hanno aiutato la squadra a compattarsi nella difficoltà.

Under sta crescendo.
Sta crescendo ma può fare molto di più. E’ un giovane, viene da una realtà diversa. A volte si può accontentare di qualche giocata che fa. Deve migliorare in tante cose, ma ha qualità importanti. Tre settimane fa si diceva che era meglio far giocare uno della Primavera e che non era pronto. In Italia non aspettiamo i giovani italiani, figuriamoci gli stranieri. Lui ha dei mezzi importanti, ricordatevi che passerà da prestazioni buone ad altre meno buone, ma è un percorso di crescita che devono fare i giovani come quello di Lorenzo Pellegrini, che farà tesoro di oggi.

Recupererà uno tra De Rossi e Gonalons per la prossima?
Gonalons sicuramente no, De Rossi spero di poterlo recuperare. Ma se non ci dovessero essere non è un problema, giocheranno altri per cercare di poter portare a casa la vittoria mantenendo i principi e la mentalità che non devono mai cambiare. Poi diventa tanto una questione mentale, di atteggiamenti e quelli di oggi sono stati molto positivi.

Perotti trequartista?
Non lo so, dipende dai punti di vista. Ho dei dubbi, ma vedremo. Ho altre soluzioni, magari qualcuno della Primavera.

Che impressione hai per la Champions, anche vedendo l’Inter?
Gii obiettivi nostri sono questi. Dovevamo vincere oggi per sbloccarci, ma l’errore più grande che possiamo fare è guardare gli altri. Anche in altre occasioni l’Inter aveva toppato e noi abbiamo poi fatto lo stesso giocando dopo. Io dell’Inter non ho neanche parlato ai giocatori, devo guardare in casa mia per dare continuità di risultati. Domenica scorsa abbiamo sbagliato il rigore, ma qualcosa è cambiato a livello di atteggiamento dopo il mercato che sicuramente non ci ha aiutato.

Su Defrel: può sentire ancora peso e responsabilità di non essersi sbloccato?
L’attaccante vive per il gol, al di là del suo atteggiamento sempre propositivo per la squadra. Lui ha sempre dimostrato di mettersi a disposizione più lui per la squadra che il contrario. Giocando da diversi anni con me ha sempre ragionato di squadra, lui pensa prima alla squadra che a se stesso e l’ha dimostrato con l’assist a Strootman. Sono convinto che ci tornerà molto utile, sta ritrovando la condizione dopo che è stato fermo un paio di mesi, è un giocatore che potrebbe essere già utile da domenica. Può fare diversi ruoli lì davanti e sono contento di averlo a disposizione e mi auguro che cominci ad essere anche apprezzato dalla gente. Anche se siamo noi a dover portare la gente con i nostri atteggiamenti alla positività, anziché alla negatività che regna sovrana nella nostra città.

DI FRANCESCO ALLA RAI

Una vittoria che servirà a sbloccare la Roma?
Deve servire, deve essere la nostra ripartenza. Dobbiamo ripartire assolutamente. Nell’ultimo periodo abbiamo raccolto meno di quello che avremmo meritato. Abbiamo avuto momenti di flessione, oggi negli atteggiamenti positivi. Abbiamo fatto bene nonostante l’espulsione.

A Verona non è mai facile vincere.
Si non è mai facile, abbiamo interpretato bene la partita, soprattutto con alcuni giocatori. L’errore più grande è guardare gli altri. Dobbiamo migliorare e cercare di chiudere le partite quando si domina. È un difetto un po’ cronico, ma sono convinto che faremo meglio.

La Champions League deve essere il nostro obiettivo?
Sì deve essere il nostro obiettivo. La squadra non era pronta per lo scudetto, dunque ora dico che possiamo arrivare in Champions.

Finalmente è finito il mercato: è meglio anche per lei?
Sono contento, un allenatore è facilitato perché sa che questi giocatori da qui alla fine ci saranno.

Cosa ne pensa di Under?
Un ragazzo che ha delle doti importanti, ma in Italia non c’è pazienza per i nostri figuriamoci per gli stranieri. Crescerà, bisogna saper aspettare.

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