Di Francesco: “Con lo Shakhtar dovremo giocare in 12, tifosi fondamentali. Schick va aspettato”

Le parole del tecnico della Roma al termine della match vinto contro il Torino

di Redazione, @forzaroma

Seconda vittoria consecutiva per la Roma: nella prima gara della 28esima giornata, i giallorossi hanno battuto il Torino per 3 a 0 grazie alle reti di Manolas, De Rossi e Pellegrini. Al termine del match vinto, il tecnico romanista Eusebio Di Francesco ha rilasciato alcune dichiarazioni.

DI FRANCESCO A PREMIUM SPORT

Bella vittoria, ma primo tempo sottotono.
Non abbiamo disputato un buon primo tempo, ha fatto meglio il Torino ma anche per nostro demerito. Troppi palleggi, andavamo poco in verticale ed eravamo macchinosi. Nel secondo ho cambiato alzando Nainggolan, il che ci ha permesso di avere verticalità e siamo cresciuti anche dal punto di vista della pressione. La squadra soffriva il fatto che non si vinceva in casa e abbiamo rischiato di complicarci la vita.

Ora la Champions.
Loro sono una ottima squadra. Vincendo abbiamo dimostrato di aver superato psicologicamente lo scoglio. Dobbiamo fare meglio sui calci piazzati, oggi abbiamo avuti tanti angoli, sfruttiamo troppo poco le nostre possibilità e le qualità che abbiamo. A volte siamo frettolosi. Affrontiamo una partita davvero importante e avremo bisogno di 12 uomini, il pubblico sarà determinante per portare a casa questa partita.

Schick?
Non ha fatto bene nel primo tempo come tutta la squadra, non era aiutato i compagni erano troppo distanti e non è stato servito nel modo giusto. Giocando da primo attaccante tende ad aprirsi troppo e a lavorare meno dentro. Sta lavorando e migliorando, va aspettato. Ricordiamoci che ha fatto Under con la possibilità di giocare e la continuità che ha avuto. Patrik ha qualità, ancora non le sta mostrando del tutto, ma chi ne capisce sa che ha qualità importanti.

Contro lo Shakhtar l’attenzione sarà sull’equilibrio della squadra?

Il concetto di squadra deve essere sempre lo stesso. L’equilibrio è alla base per poter andare avanti e crescere, cosa non successo nel primo tempo, con i 3 attaccanti che restavano sù, gli altri che rincorrevano ed eravamo un po’ lunghi. Con lo Shakhtar ancora di più, più che ucraina è una squadra brasiliana per gli interpreti e le qualità che hanno davanti. Vi assicuro però che possiamo creargli difficoltà anche noi se sappiamo mettere in campo determinazione e cattiveria che a volte ci sono mancate e che adesso stiamo ritrovando. Questi 7 gol in 2 gare sono un bel biglietto da visita e ci daranno fiducia per affrontare la gara al meglio.

Nel secondo tempo l’arma in più è stata il pressing.
Sì, ho cambiato e mi sono messo 4-2-3-1 perché sia nelle pressioni che nello sviluppo eravamo troppo distanti dagli attaccanti. Alzando Nainggolan a ridosso dell’attaccante ci ha permesso di avere maggiore aggressione in avanti e nello stesso tempo siamo stati devastanti in alcune ripartenze, puntando sempre la linea difensiva. Ma questo doveva essere fatto anche nel primo tempo, ma nella testa dei miei ragazzi questo non è entrato. Ho cambiato sistema per fargli cambiare qualcosa nel chip, come dico io, tra primo e secondo tempo.

Così facendo potevate competere per lo scudetto?
Nel calcio, e in primis a Roma, c’è un grande difetto. Si pensa sempre a quello che abbiamo lasciato e non a quello che possiamo ancora fare. Ancora possiamo fare tanto, qualcosa l’abbiamo lasciata per strada, ma non dobbiamo guardarci troppo dietro. Son indirizzato in avanti, alla crescita, nel migliorare, passando attraverso partite poco positive e la crescita di tanti giovani arrivati da campionati differenti. Non dobbiamo guardare indietro e non c’è rammarico, tutto ci insegna e tutto ci fa migliorare.

Con Alisson partite con il bonus +2.
Nella prima parte l’abbiamo impegnato poco. Mi hanno detto di valorizzarlo e quindi lo sto facendo. Lo sta allenando Savorani che è bravissimo. Ogni tanto dico di far tirare in porta sennò non si impegna.

DI FRANCESCO A SKY SPORT

Il neo è la difficoltà nel primo tempo: la causa è la difesa schierata?
Loro sono stati molto bravi nell’accorciare, noi abbiamo fatto di tutto per metterci in difficoltà da soli, nessuno allungava e cercava la prondità. Nel secondo tempo ho messo Nainggolan dietro le punte, la partita era bloccata e non riuscivamo a dare le pressioni. Abbiamo avuto le risposte importanti, da cancellare il primo tempo come approccio e mentalità, ottimo secondo tempo per quello che abbiamo ricercato.

Su Schick.
Per diventare grandi bisogna passare per il collettivo. Ha fatto meglio anche lui nel secondo tempo, nel primo erano troppo distanti. Lui da prima punta tende ad aprirsi troppo e giocare poco dentro. Si muove e corre diversamente rispetto a una prima punta, ha fatto meglio con un giocatore vicino.

Alla partita di martedì ci arrivate con fiducia superiore.
Sì, vincere aiuta a vincere. Dobbiamo giocare in 12 martedì, il pubblico sarà determinante. Abbiamo bisogno del loro sostegno ma saremo noi a trascinarli con la nostra prestazione.

Nel primo tempo servivate i vostri calciatori troppo presto, nel secondo tempo invece aspettavate di più il movimento.
Sono d’accordo, il concetto è riempire gli spazi giusti. Se 10 giocatori vanno tutti incontro è difficile creare pericoli. Nella ripresa ci siamo mossi in maniera coordinata, noi lavoriamo su dei principi di gioco. Una volta che ci sono la squadra rimane corta quando deve recuperare ed è più pericolosa quando deve giocare.

Se oggi un tifoso della Samp le chiedesse come mai Schick non è quello di Genova?
Ci vuole continuità, abitudine, allenamento. Viene dalla Samp, ma non mi pare che abbia fatto tante partite da titolare. Ha grandissime qualità tecniche, si capisce che è di spessore. E’ un un ambiente nuovo e deve conoscere certi movimenti. Nel 4-3-3 si apre troppo e non va bene, non riempie mai l’area. Con un uomo vicino si è mosso meglio.

Le emozioni dal minuto di silenzio al gol di De Rossi.
Grande emozione, sono contento che abbia fatto gol Daniele. Aveva il desiderio di giocare, è stata una settimana difficile. Ieri si è svegliato alle 6 per andare ai funerali. Lui mi ha detto che voleva giocare e io non ho esitato un attimo. Meritatava questo gol per ricordare Davide al meglio.

DI FRANCESCO IN CONFERENZA STAMPA

Come mai un primo tempo poco ordinato? Schick?
Possiamo trovarci uno Schick migliore che oggi non è stato aiutato. Nel primo tempo troppo compassati e volevamo tutti palla nei piedi. Poi ho avvicinato un giocatore a Schick per farlo giocare meglio: lui va aspettato, nella Sampdoria ha giocato poche partite da titolare nel girone di ritorno. Chi capisce di calcio, capisce che Schick ha qualità. Nel secondo tempo la sua prestazione mi è piaciuta.

Quale capacità servirà martedì sera in Champions?
Più li facciamo palleggiare, meno li accorciamo e più faremo fatica. Concederemo poco o niente all’avversario sapendo che più che ucraina è una squadra brasiliana. Farò vedere la partita d’andata e la differenza nei due tempi: se giochiamo come nei primi 50 minuti potremo portare a casa la qualificazione. Torino? Se c’era una squadra che meritava nel primo tempo erano loro, noi nel secondo tempo siamo usciti e abbiamo fatto bene.

Scatto anche atletico?
Se avessimo giocato solo 45 minuti mi avreste detto che era una squadra scarica. Vedete quanto fa la testa? Ho dovuto modificare qualcosa nel chip della loro testa. La testa fa sempre la differenza, come in questa gara. All’Olimpico non abbiamo fatto bene ultimamente, oggi con convinzione ci siamo ripresi il nostro stadio.

È finita l’era del grande turnover? La squadra gioca con Schick come con Dzeko, ma hanno caratteristiche diverse.
Questa palla alta non la voglio neanche con Dzeko, non deve essere la prima scelta. È vero, ma non è sempre colpa degli altri, non ha fatto male solo Schick nel primo tempo ma tutti. In un 4-3-3 il centravanti devi giocare molto dentro il campo, per aggredire la porta oltre che aiutare i compagni. Il turnover? Ci sono partite e partite, quando si cambia c’è un perché, una motivazione. Sono delle scelte ponderate alle caratteristiche della gara.

Roma più cinica e concreta?
La medicina è il campo, e basta. Ma possiamo fare ancora molto meglio: abbiamo fatto delle partite straripanti dove facevamo pochi gol. Ora con fiducia e convinzione siamo migliorati. Speriamo di continuare così.

Questa Roma la soddisfa per quale ragione?
Io ho l’abitudine di guardare avanti. Non pensiamo a quello che è stato, ma a quello che sarà. Guardiamo avanti e cerchiamo di migliorare e di costruire qualcosa. Sono convinto che si può costruire se si guarda tutti nella stessa direzione. Guardiamo avanti e non indietro.

DI FRANCESCO A ROMA TV

La chiave è arrivata negli spogliatoi?
Sicuramente sì, quando una squadra diventa piatta o non riesce a interpretare quello che hai preparato in settimana, andando a ricercare i passaggi che diventano importanti… Ho avvicinato un uomo a Schick, ho facilitato il capovolgimento dell’azione.

Quella di De Rossi è una microstoria?
È il primo giocatore al quale ho chiesto se volesse giocare o meno, la risposta l’abbiamo avuta in campo.

Lo spostamento di Nainggolan può essere un tema per martedì?
Se mi chiami te lo dico, ma non lo posso dire (ride, ndr). L’avevo detto che per noi il 4-2-3-1 doveva essere un valore aggiunto e oggi lo è stato. È una valutazione che a partita in corso faremo, con lo Shakhtar magari avremmo potuto fare il contrario perché non riuscivamo a subire gli attacchi esterni.

Perché inverti le posizioni delle mezzali?
A Napoli perché mettendo il centrocampista col piede opposto riuscivi a togliere le giocate interne. In questo caso avevo detto di rimanere così per non spostare gli equilibri, poi ho cambiato perché non riuscivamo a creare bene le catene e Strootman tendeva a venire incontro più che allungare la squadra.

Il bilancio è positivo o negativo?
Si può fare tanto e si deve migliorare. L’importante è non guardarsi dietro, quello che abbiamo fatto dev’essere d’insegnamento, di batoste ne abbiamo avute e martedì sarebbe bello andare avanti. Ci crediamo, non sarà facile ma con l’aiuto dell’ambiente, della positività che vedo ritrovata, e del pubblico, faremo una grande gara.

Dal punto di vista atletico?
Se devo valutare i primi 45′ malissimo, ma era un aspetto mentale e non fisico. La mia squadra è particolare, ho imparato a conoscerla. Conosco meglio le caratteristiche individuali dei calciatori.

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