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Zaniolo-Abraham, come nasce l’intesa della coppia pop da Champions

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Contro Zorya e Torino quattro gol su cinque sono arrivati dai due under 25. Un'intesa che nasce fuori dal campo come ha sottolineato Mourinho

Francesco Balzani

Nick and Tammy. O Tammy e Nick. Sembra il titolo di una di quelle serie commedia americane che andavano di moda soprattutto verso la metà degli anni ’90. Il periodo in cui Abraham e Zaniolo vedevano la luce senza ancora immaginare che un giorno avrebbero condiviso insieme una squadra come la Roma. Uno nato nel 1997 a Camberwell, sobborgo cattolico di Londra. L’altro nel 1999 a Massa, famoso ducato toscano. Sono loro a formare la coppia più sfacciata del campionato, fuori e dentro il campo. Ieri col Torino così come con lo Zorya Mourinho se li è goduti come un maestro che riceve un lavoro di gruppo. Si sono cercati, si sono trovati spesso e ieri contro Juric hanno realizzato il gol del vantaggio: velo di Zaniolo, conclusione di Abraham. Abbraccio e poi il post pieno d’amicizia a fine gara. “Love”, la scritta inequivocabile di Nicolò sotto una foto che vede Tammy abbracciarlo a terra dopo l’ennesimo calcione subito. “Mio fratello”, la risposta dell’inglese.  “Il loro feeling iniziato fuori dal campo, c'è un piccolo gruppo di giovani ragazzi che stanno sempre insieme come Reynolds e Karsdorp, è buono per Nico magari può imparare l'inglese. E' un bel gruppo, in un gruppo fantastico. La connessione nel campo si vede per le caratteristiche”, conferma Mourinho.  

Intesa perfetta: conviene cambiare modulo?

Estro e forza fisica, imprevedibilità e un pizzico di istinto eccessivo. Nick e Tammy in campo si trovano a meraviglia, e quando non lo fanno si mandano amerovolmente a quel paese come i veri amici. E’ successo con lo Zorya dove per la prima volta Mourinho a provato a far giocare Zaniolo come seconda punta atipica al fianco di Abraham. Il risultato è stato ottimo al netto degli errori sotto porta dell’ex Chelsea che si è fatto comunque perdonare con una doppietta. Grazie alla presenza di Nicolò, infatti, anche Tammy si è liberato delle attenzioni ossessive di tutto il reparto difensivo avversario. E lo stesso Zaniolo gode della calamita in profondità che esercita Abraham verso gli avversari. Sui 5 gol nelle ultime due partite in ben quattro c’è lo zampino della coppia terribile. Anche col Bologna il copione non dovrebbe cambiare, ma in caso di ritorno al modulo iniziale (4-2-3-1) e dirottamento dell’azzurro a destra la coppia rischierebbe di allontanarsi un po’. Per questo Mourinho sta pensando a una soluzione a metà strada nella partite meno complicate. Ovvero accentrare Zaniolo alle spalle di Abraham come trequartista (in attesa del ritorno di Pellegrini) e lasciare Mkhitaryan a centrocampo con El Shaarawy esterno a sinistra e uno come Perez sull’esterno. Ma non è escluso che - visti i recenti risultati - lo Special One non insista con il 3-5-2. D'altronde, anche in passato, nelle emergenze sono nate speranze. 

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Il calcio come lingua universale

Il rapporto tra Abraham e Zaniolo, come detto, nasce fuori dal campo. Il primo abita all’Eur con la fidanzata Leah Monroe una modella curvy e un’influencer da quasi 100mila follower. Nicolò - che all’Eur ci passa mezza vita- si è trasferito da poco a Casal Palocco. Ma i due si sono trovati sin da subito a Trigoria anche perché - vista l’età - hanno interessi in comune. Dalle super car e la musica dell’inglese alla moda dell’italiano, ma la passione più grande è quella legata al calcio. Ne parlano continuamente in un mix stentato di inglese e italiano (entrambi stanno facendo progressi in tutte e due le lingue) provando a coinvolgere anche i ragazzi appena saliti dalla Primavera come Zalewski o Felix. Per il resto fanno parlare i piedi, in campo. A Trigoria si esercitano spesso anche in solitaria. Il loro obiettivo comune è tornare a giocare in Champions. Una competizione che Abraham ha vinto da comprimario al Chelsea dopo averla giocata in passato e che Zaniolo ha nel cuore perché ha visto il suo esordio. Contro un certo Real Madrid. Oltre alla doppietta al Porto. Sono quelli i palcoscenici che la coppia rock vuole calcare. Per farlo servirà trovare ancora maggiore sintonia. In campo. Perché fuori è difficile fare di meglio.