‘RADIO PENSIERI’, SAVELLI: “Multe allo stadio? Ci vuole il buon senso nell’applicazione delle regole”

Quello delle radio romane è un fenomeno che non ha eguali nel resto d’Italia. Una pluralità di stazioni a fungere da piattaforma, una schiera di giornalisti, ex calciatori e opinionisti ad animare lo spettacolo. Ecco le opinioni dei protagonisti divise per emittenti radiofoniche

di Redazione, @forzaroma

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ROBERTO MAIDA: “Stravolgere un copione tattico è sempre pericoloso in una squadra che è abituata a muoversi in un certo modo, ma la Roma ha anche giocatori esperti che hanno già provato diversi moduli. Penso che questo sia il momento giusto per rischiare e provare qualche cosa di diverso. Per me Florenzi deve giocare dalla metà campo in su, in qualsiasi ruolo, basta che non faccia più il terzino”

ALESSANDRO CROSTOFORI: “Fai sempre più fatica a vedere una partita di calcio allo stadio. La coreografia dei capitani e delle bandiere non va più messa perché se non si può cambiare posto o appoggiarsi a una vetrata diventa solo retorica. Il calcio è sempre più un prodotto televisivo perché diventa ogni giorno più difficile andare a vedere una partita allo stadio”.

FABIO MACCHERONI: “Una frizione degli abbonati allo stadio era logica. Questo è un calcio bistrattato, andare allo stadio costa tanto e non conviene fare sacrifici per una partita che una volta si gioca il venerdì, un’altra volta il lunedì: se un tifoso lavora come può fare un abbonamento se poi gli spostano la partita in giorni e orari improponibili?”

 

IACOPO SAVELLI: “Faccio fatica a commentare le multe allo stadio. Una cosa è se io prendi il posto di qualcuno o gli impedisco di vedere la partita, altra cosa invece è se io cambio posto con un’altra persona: è la stessa cosa che si fa al cinema. Siamo in un regime di ipercontrollo e faccio fatica a capire il motivo delle sanzioni. E tutto questo capita solo a Roma, come se l’Olimpico fosse lo stadio più pericoloso d’Italia. Ci vuole il buon senso nell’applicazione delle regole”

 

PAOLO FRANCI: “Tanti errori di Chiellini in queste prime due partita della Nazionale di Ventura. Non sarebbe giusto chiedere a De Rossi di lasciare l’Italia e dedicarsi solamente alla Roma. Pensavo che a Baldini gli lasciassero fare di più, il vero colpevole è Pallotta. Tutto questo continuo succedersi di dirigenti è la certificazione del fatto che non si è mai riuscito a trovare un assetto giusto per la Roma. Nel calcio più uomini porti dentro e più si crea confusione: nei grandi club si vedono solo due-tre dirigenti, tutti gli altri non si vedono. Adesso che arriverà Gandini, chi deciderà all’interno della società?”.

 

MARCO BELLINAZZO: “L’Inter ha avuto un piccolo vantaggio rispetto alla Roma negli accordi con la Uefa per il Fair Play Finanziario. I nerazzurri non hanno avuto prescrizioni mediate nel 2015, a differenza della Roma che nel 2015 doveva fare -30 nel bilancio. L’Inter ha scaricato meno oneri in quel bilancio, ma dovrà nella prossima stagione (2016-2017) chiudere il bilancio in pari e aver mantenuto il monte ingaggio entro il 70% del fatturato. Nella lista Uefa dell’Europa League l’Inter non ha però potuto inserire alcuni nuovi acquisti e ha dovuto ridurre la rosa a 22 giocatori. In questo momento c’è più accondiscendenza per la Roma rispetto all’Inter. Quando la Roma pubblicherà il bilancio e sarà dentro i parametri della Uefa, non ci saranno più restrizioni”.

 

FABRIZIO ASPRI: “L’arrivo di Gandini non cambierà le strategie della Roma. Tramite Baldini lui sa già il suo lavoro all’interno della società giallorossa: ci dobbiamo aspettare molto e bene da questo amministratore delegato. Baldini è un vincente, ha una testa pensante che pochi hanno, anche dentro Trigoria. C’è da organizzare un nuovo organigramma nella Roma, perchè tutti non possono fare tutto”. 

MASSIMILIANO MAGNI: “La Roma è in una profonda trasformazione, basti guardare l’iter dello stadio – nel passaggio cruciale in Regione -, l’arrivo di un amministratore delegato non alla Zanzi, ma uno che verrà per incidere e guidare la dirigenza giallorossa”.  

UGO TRANI:Forse la miglior squadra italiana dal punto di vista degli investimenti e del gioco è il Sassuolo. E mi dispiace, perché se vedi la formazione che hanno sono tutti giocatori che nati e cresciuti a Trigoria, che poi sono gli stessi che ti trovi anche nella Nazionale Under 21. Le multe in Roma-Porto? Ormai il tifoso ha smesso di arrabbiarsi. Il soggetto preso di mira è sempre e solo la Curva Sud, a me dà fastidio. Ma tutti quelli che cambiano posto in Monte Mario o in Tevere non sono multabili? Se uno deve mettere delle regole, devono essere credibili. Da quando è nato questo sport e da quando si va allo stadio si cambia posto, chi critica non va allo stadio”.

 

FABIO MACCHERONI:Jesus? Acquistandolo abbiamo fatto un regalo clamoroso all’Inter. Non mi piace assolutamente come calciatore. Con gli acquisti fatti in questa sessione, mi pare evidente che un pensierino alla difesa a 3 sia stato fatto. Io sono un tifoso della difesa a 4, quella a 3 non mi piace a meno che non sia quella della Juventus”.

VINCENT CANDELA:Il modulo? È sempre variabile, non c’è n’è mai uno preciso, anche durante la stessa partita si può modificare. Mi dispiace dirlo, ma questa Roma è incompleta, in giro vedo tanta rassegnazione. De Rossi? Non è lui il problema della Roma. Ha sbagliato anche lui, ma è comunque un punto di riferimento per la squadra. Conoscendolo un po’, è un giocatore che può trascinare i compagni ma la colpa di questo momento non può certamente essere la sua”.

LUCA VALDISERRI:In Germania, ad esempio, c’è un rispetto per il tifoso, c’è un tentativo per aiutarlo. In Italia la figura del tifoso-cliente non esiste. L’importante sarebbe trovare una strada decisa insieme da tutti club di Serie A per migliorare il calcio italiano. Per dire, perché non fissare un tetto sui biglietti dei settori ospiti dei vari stadi italiani? Andrebbe a beneficio di tutti. Bisogna trovare una strada comune”.

 

CHIARA ZUCCHELLI:Buongiorno e ben svegliati ai giornali italiani che soltanto oggi, 6 settembre 2016, si rendono conto della situazione degli stadi nel nostro paese. La Roma sembra una società molto scollata dai propri tifosi. Oltre al caro biglietti e le varie restrizioni, anche questo ha influito sulla poca affluenza allo stadio”.

ROBERTO INFASCELLI:Siamo noi che ci stiamo convincendo che Spalletti possa fare la difesa a 3 domenica oppure è una reale possibilità? Per me siamo soltanto noi. L’ultima volta che l’ha fatta era alla guida dell’Udinese. Questo è l’ultimo anno di Francesco Totti. Un tempo ti sarebbe bastato questo per vedere lo stadio Olimpico pieno in tutte le partite della stagione, invece non sarà così. Il pienone lo si vedrà soltanto all’ultima in casa”.

GIORGIO DE ANGELIS:Finalmente si va verso Roma-Sampdoria. C’è curiosità di capire chi entrerà nelle rotazioni del centrocampo. Difesa a 3? Per me Spalletti non la farà”.

GUIDO ZAPPAVIGNA:Se non sei un malato come noi, giustamente una persona normale allo stadio non ci va con tutte le restrizioni che sono state messe negli ultimi anni. Come fai a fare 3 km a piedi se non stai benissimo? Andare allo stadio non deve essere un percorso di guerra. Prima c’erano sempre 87mila persone, ora si viaggia sui 18/20mila. La gente viene scientemente scoraggiata ad andare allo stadio, che nel frattempo è diventato un teatro. L’obiettivo è quello di mettere le persone davanti alle televisioni, quello è il vero business. Se la Regione darà il via libera al nuovo stadio, credo che le prospettive cambieranno per tutti in società. Lo stadio di proprietà ti cambia la vita”.

 

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