Leggo o son desto?

di Redazione, @forzaroma

(Paolo Marcacci – ForzaRoma.info) Al di là della ripresa dei campionati, dei movimenti (o commovimenti) di mercato, delle situazioni che sfumano o di quelle che si concretizzano, nei tifosi di oggi, nella fattispecie in quelli romani, immaginiamo cominci a prendere corpo una grande nostalgia vero i lettori di ieri.

Quelli che acquistavano un quotidiano sportivo esclusivamente per leggerlo, non sapendo preventivamente di essere costretti a leggerlo tra le righe, a doverlo cioè interpretare a seconda della testata, delle firme, di certi orientamenti, amicizie o inimicizie.Triste, avvilente ma reale, troppo reale in un panorama come quello odierno, dove da un aggettivo incastonato in una frase è possibile desumere tutto un retroscena.

Prendiamo un esempio a caso: il ritardo di Adriano, una situazione oggettiva, così come il sacrosanto disappunto che ha generato, in primis nella dirigenza romanista. Pensate che, facendo un confronto a specchio tra gli articoli delle varie testate, la ricostruzione della situazione e il modo di descriverla abbiano evidenziato criteri, anche minimi, di univocità? Che ingenui che siete…

O forse avete smesso di esserlo da un pezzo, quindi sapete meglio di chi scrive cosa c’è da aspettarsi quando si ha a che fare con la tale firma, o con la tal altra…Ma questo ricambio generazionale, rispetto ai giornalisti di una volta, non sarebbe meglio chiamarlo degrado generazionale? E poi, ancora: visto che quando apriamo un quotidiano non ci abbeveriamo più a una fonte di informazioni ma sondiamo quale sia il punto di vista di una data corrente, non dovrebbe il prezzo di certi quotidiani abbassarsi, al livello di quella che non è neanche più la verità di questo o quel giornale, ma semplicemente una verità di facciata?

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