Zoro: «Forza boemo ma Luis mi mancherà»

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – A.De Vecchi) – Comico, giornalista e con la Roma nel cuore, Diego Bianchi, in arte «Zoro», si è affermato come uno dei volti più noti del tifo giallorosso.

Il merito, oltre agli ormai celebri video di «Tolleranza Zoro», è anche della visitatissima pagina Facebook «Kansas City 1927», creata con l’amico Simone Conte, nell’agosto 2011, per ironizzare sulle sventure della Roma di Luis Enrique. Un’esperienza, iniziata per gioco, con un successo tale da diventare un libro, presentato l’altro ieri al «Circolo degli Artisti» a San Giovanni.

Pazienza Nonostante la stagione amara, «Zoro» ha ancora parole di stima per Luis Enrique: «Ho creduto in lui fino all’ultimo e, quando se ne è andato, ho visto un altro sogno giallorosso arrestarsi bruscamente. Forse se fosse stato meno rigido nel suo credo tattico…». Riguardo la proprietà americana, si dimostra un tifoso indulgente: «La pazienza non è eterna, ma è ancora presto per giudicarli».

Il mio capitano Idee chiare su Zeman: «Grande uomo, un personaggio particolare. È un esteta del calcio, ma da lui mi aspetto non solo il bel gioco con tanti gol, ma anche le vittorie. Non vorrei però ci fossero troppe aspettative». La Roma l’ha sempre seguita allo stadio, dagli scudetti del 1983 e del 2001 alle delusioni di Roma-Liverpool e Roma-Lecce. Un giocatore gli è rimasto particolarmente nel cuore: «Di Bartolomei. È stato il mio primo vero capitano. Avevo 13 anni quando la Roma vinse il secondo scudetto. Il giorno della sua morte ho pianto davanti alla televisione. Da bambino, a 9 anni, lo incontrai a una festa della Roma. Gli confessai di voler fare il calciatore e lui mi disse di provarci, ma di non smettere mai di studiare. […]».

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