Vi piace alto o pesante? Ecco una sfida su misura

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Pugliese/D.Stoppini) Sua Altezza il derby. Alto, in effetti, più di un italiano medio. E al controllo della bilancia, perfetto come un pugile mediomassimo.

(…) Di là, invece, sul ring c’è un atleta inesperto: chissà se la sfida dell’andata ha insegnato qualcosa.

 

PALLA ALTA O NO Prendiamola con le statistiche: il centimetro e la bilancia regalano qualche sorriso a Edy Reja. Si rilassi, il tecnico della Lazio, che alla società ha sempre chiesto sul mercato — molto spesso invano — giocatori di peso e di struttura fisica importante. Si consoli, Reja: la media dei 25 calciatori da lui impiegati in campionato (esclusi quelli ceduti a gennaio, Cisse e compagnia) fa 181,84 cm. La Roma si ferma a 180,76 cm: se il calcio fosse matematica, si potrebbe dire che alzando il pallone in aria la Lazio avrebbe più possibilità di vincere. Forse è per questo che Luis Enrique chiede ai suoi uomini tanto possesso palla a terra… Il nasò all’insù, di sicuro, dovrà tenerlo l’italiano medio per sbirciare fino in fondo dentro questa partita.

SUL RING E se il prato dell’Olimpico fosse un enorme ring — per carità, pugni solo per finta, grazie! —, Roma e Lazio sarebbero due pesi mediomassimi, pronti a sfidarsi in un duello senza fine. Bilancia alla mano, i biancocelesti arrivano fino a 77 kg, una tacca e mezza in più rispetto ai giallorossi (75,28 kg). Certo, la bilancia è attrezzo poco simpatico: c’è rispetto e una «controllata paura» — per dirla con le parole del d.s. Sabatini — una volta che ci sali su. Chissà che cosa capita nella testa di Fabio Simplicio, soprannominato dal blogger Kansas City 1927 — alias Diego Bianchi — Supplicio. È lui il «meno» atleta del derby: 172 cm per 74 kg, rapporto non proprio eccellente. Eppure in passato lui sì che è stato un uomo derby: «Paura? Non è una parola presente nel nostro vocabolario — dice il brasiliano —. Vincerà chi sarà più concentrato. La Roma è serena, i giocatori stanno bene fisicamente. Vogliamo lottare fino in fondo per il terzo posto. E il derby è un’occasione per dimostrare che siamo ancora in corsa».

NON HO L’ETA’ In corsa più che mai c’è la Lazio di Cristian Brocchi: oggi infortunato, all’andata decise lui il derby conquistando rigore ed espulsione di Kjaer. «Mi fa male non esserci — dice —. Reja e Luis Enrique? (…) Noi giochiamo un calcio meno divertente, ma che dà grandi soddisfazioni. Non credo che la Roma sia sfavorita: nel derby la classifica non conta». E chissà se conterà l’età media, che poi spesso è parente stretta dell’esperienza. La Lazio è la squadra più «vecchia» del campionato, prendendo in esame i calciatori impiegati: 29 anni e 4 mesi. La Roma è molto più bambina: 27 anni e 2 mesi, dei top club della Serie A solo l’Udinese ha un’età media inferiore. Il derby è un bivio: meglio il 33enne Klose o il 20enne Borini? Meglio saperlo giocare, o buttarsi dentro senza troppi pensieri? Domenica, più o meno alle 17, la risposta.

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