Tensione Roma

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini) Non è più tempo di ipocrisie o sintonie posticce. La Roma trasmette tormento. Zeman e De Rossi, ormai, coltivano più distonie che intese, ma mentre l’azzurro ha scelto la strada del silenzio, il boemo non lascia e raddoppia, così da non smorzare le accuse di due settimane fa al centrocampista e a Osvaldo («pensano più a loro che alla squadra»). Se ciò avrà un esito dirompente, sarà anche la sfida col Genoa a deciderlo.

 

 

SCREZIO ALL’AEROPORTO «Io ho detto quello che ho detto e non me lo rimangio, sono contento che i giocatori abbiano reagito. Comunque con loro non ho parlato. De Rossi bravo in Nazionale? Le sue prestazioni sono risaltate perché ha segnato due gol, ma è andato a saltare in area, cosa che dovrebbe fare anche con noi. La Roma e l’Italia sono costruite diversamente, ma se lui ha una qualità superiore agli altri dobbiamo cercare di sfruttarla. Le frasi di Prandelli («accuse gravi», ndr)? Se non è stato qui, non può giudicare. Lui li vede in un altro contesto». In regia, ormai Zeman boccia De Rossi, preferendogli non solo Tachtsidis. «Risolvere i problemi non tocca a Tachtsidis. Ciò che ha fatto mi ha soddisfatto. Il più adatto a sostituirlo è Bradley, lo ha già fatto nel Chievo, è più abituato di De Rossi. Io cerco altre caratteristiche per il mio calcio. Per me De Rossi è un mezzo destro». Come si vede, non ci sono più dubbi. Logico perciò che Capitan Futuro sia turbato. Se in aeroporto ha avuto un mini-screzio con un tifoso, in realtà è il mercato a incombere (Psg e Real). «Ma io non ho timori. Ha un contratto lungo e vuole stare a Roma. Però io pretendo qualcosa di più dai giocatori importanti».

 

 

TOTTI «Solite polemiche» Liquidate le voci di bagordi sui due rottamati di 15 giorni fa («non fanno bene, poi se non sono vere fanno sicuramente peggio. Si vede che qualcuno ha un interesse»), il boemo però rilancia. «Io non vedo resistenze, ma se ognuno decide dove giocare non si fa mai una squadra. Tocca all’allenatore assemblare. Comunque dopo la Juve abbiamo parlato, io chiedo pareri. Le espulsioni di Osvaldo? Ha un carattere focoso, esagera e se ne pente, ma ha l’esperienza per non fare certi errori. I miei allenamenti? In 30 anni mai avuto problemi muscolari». Intanto però Destro è assente per una contrattura al polpaccio («Niente di grave») e Dodò (con sorpresa di quasi tutti a Trigoria) non è neppure convocato. «Si allena con più continuità, però è al 50%. Non scatta, non salta, non si gira». Impressioni? Zeman va avanti per la sua strada. Se sulla proprietà è agrodolce («Ci fosse sarebbe meglio, ma ha delegato a gente valida») su Pjanic, che in Nazionale gioca in regia, è sbrigativo («si tratta di 6-7 partite all’anno, per me non è l’ideale per fare il mediano»). Alla fine però c’è speranza per tutti. «Comunque vada a Genova, ci sono precedenti in cui squadre inizialmente tagliate fuori poi hanno recuperato. Come la Juve l’anno scorso». Titoli di coda per capitan Totti: «Alle polemiche siamo abituati». Proprio vero.

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