Se col Liverpool ci fosse stato Aldo…

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – F.Oddi) Si chiuse nel 2000 l’esperienza in giallorosso di Aldo Maldera: era in programma un seguito, a quanto ha dichiarato ieri Baldini, e pazienza se il terzo atto dell’ex terzino alla Roma sarebbe stato inevitabilmente meno importante degli altri due. Inarrivabile il primo, quel triennio che comprendeva lo scudetto dell’83 e una Coppa dei Campioni persa senza giocare la finale, lui che era rigorista e avrebbe potuto cambiare la storia se non fosse stato squalificato per un giallo col Dundee. Il secondo ciclo romanista lo visse da allenatore del settore giovanile: di nuovo tre anni, alla guida della Primavera, sfiorando lo scudetto al primo tentativo. Campionato 1997-98, finale persa 1-0 con l’Atalanta, senza poter schierare il giocatore più forte, un centrocampista che già allora collezionava cartellini e gol, Daniele Conti.

Romano di Milano L’altro Conti, Bruno, ieri era sconvolto. Come è sconvolta tutta la gente romanista, che ha sempre considerato Maldera un romano, nonostante fosse nato a Milano: quella squadra capace di vincere lo scudetto ’83 è entrata nella leggenda, e Aldo (…) con lei. Sarebbe voluto entrare, in campo, anche quel maledetto 30 maggio di un anno dopo. Chissà come sarebbe andata…

Giovani lanciati Poi, la carriera da allenatore, con la panchina della Primavera lasciata nel 2000: scelta di Capello, si disse all’epoca. C’erano tanti ragazzi che hanno giocato tra i professionisti in quella sua ultima squadra, da Lanzaro a D’Agostino, da Amelia a Sansovini, passando per Farina e Zamperini, buono e cattivo dello scandalo scommesse. Maldera la integrò prendendosi i migliori talenti della squadra Allievi. La carriera di Daniele De Rossi — come quella di Bovo e Pepe — è cominciata così.

 

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