Roma: Rossi, Jung o Torosidis in extremis

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport-M.Cecchini) La cosa più buffa, forse, è che Bojan Krkic — grande appassionato di basket — durante la tournée in Usa aveva ricevuto in regalo da James Pallotta le scarpe di Kevin Garnett, la stella dei Boston Celtics. Come dire, sono state quelle che ha usato (virtualmente) per trasferirsi a Milano e immalinconendo il primo giorno di presidenza del magnate statunitense, visto che la Roma è stata travolta da una bufera mediatica di cui parliamo altrove.

Doppia versione Una cosa è certa: la squadra di Zeman sembra essere fra le meno zemaniane che il boemo abbia mai allenato. Il rimpallo di responsabilità è già iniziato. Non a caso per l’addio di Bojan esistono due versioni contrapposte. Quella societaria che racconta come già a inizio estate, minutaggio (scarso) alla mano, il papà dello spagnolo avesse chiesto garanzie d’impiego, e non ricevendole e cominciasse a guardarsi intorno col placet dell’allenatore; quella del giocatore che invece rivela come fosse stato tranquillizzato dalla dirigenza, che gli aveva prospettato la cessione di Osvaldo, e che solo venerdì scorso Zeman gli avesse espresso stima (…) prima che i vertici gli chiarissero come l’addio dell’attaccante servisse per sistemare i conti (il fabbisogno era di 5 milioni, quelli ottenuti tra risparmio d’ingaggio e premio di valorizzazione del Barcellona).

Idea Rossi Detto che la verità è una sfumatura di grigio, di sicuro il divorzio è stato consensuale, ma il cerino adesso resta in mano al boemo, che solo sabato in conferenza aveva detto di avete solo tre esterni: Bojan, più Lamela e Lopez «che del mio gioco hanno capito poco». Adesso perciò, l’allenatore ha 4 centravanti adattabili (Totti, Osvaldo, Destro e il giovane Tallo) e solo due veri giocatori di fascia, a cui magari aggiungere l’adattato Marquinho o il vetusto Taddei. Per questo la dirigenza ha fatto un sondaggio per Giuseppe Rossi, anche se la pista risulta complicata per vari motivi: 1) l’attaccante deve sottoporsi a un’altra operazione al ginocchio e non tornerà prima di febbraio-marzo; 2) ha un ingaggio di due milioni; 3) il cartellino costa sugli 8 milioni. Mentre viene smentita l’idea Quagliarella, più praticabili sono le piste per Jung (Eintracht) e Torosidis (Olimpiacos). Perché si arrivi al colpo, però, è necessario che Borriello trovi sistemazione, altrimenti i conti tornerebbero a soffrire.

Despagnolizzazione Titoli di coda sulla evidente sepoltura del passato recente. Con l’addio di Bojan, Josè Angel e Gago (ex Real), la scuola spagnola dell’era Luis Enrique è quasi svanita (con l’eccezione Osvaldo), così come il gioco avvolgente dell’asturiano ha lasciato il posto alle verticalizzazioni del boemo. Se a questo aggiungiamo la fine della (eccellente) svolta di non parlare degli arbitri, tutto lascia pensare a una italianizzazione nei fatti. Ma d’altronde in Italia, come direbbe Billy Wilder, (il calcio) a qualcuno piace caldo.

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