Roma-Fiorentina, lacrime gol e delusioni: che romanzo

Roma e Firenze si sono sfidate tanto, si sono scambiate i bomber (Pruzzo e Batistuta) e gli allenatori (Montella, ad esempio), hanno vissuto notti magiche, ma anche serate di lacrime e pensieri.

di Redazione, @forzaroma

In Roma-Fiorentina, nel corso degli anni, di sentimenti ce ne sono stati tanti, di trofei appena uno, la Supercoppa del 2001 che la squadra di Capello, fresca campione d’Italia, si portò a casa il 19 agosto con reti di Candela, Montella e Totti.

Roma e Firenze si sono sfidate tanto, si sono scambiate i bomber (Pruzzo e Batistuta) e gli allenatori (Montella, ad esempio), hanno vissuto notti magiche, ma anche serate di lacrime e pensieri. Le lacrime sono state quelle di Giacomo Losi nel 1955: in Fiorentina-Roma i viola erano primi con 16 punti dopo 10 giornate, la Roma seconda a meno 3, i fiorentini vinsero 2-0, Losi fece autogol e il dispiacere fu enorme e sfociò in un pianto a dirotto. Lo stesso che, 41 anni dopo, a Firenze vide protagonista Giuseppe Giannini, in quella che è stata la sua ultima partita da romanista, e lo stesso che nel 2000 ci fu sul volto di Batistuta dopo il gol alla sua ex squadra.
Qualche lacrima, ma ben mischiata ai sorrisi, scese anche a Bruno Conti quando, nel 2005, con la sua squadra di ragazzini, si tolse una delle (poche) soddisfazioni da allenatore, eliminando in Coppa Italia la Fiorentina ai rigori. Sorrisi, invece, e tanti, sono quelli che vengono in mente a qualsiasi romanista quando, nel 1998, la Roma vinse 2-1 all’Olimpico con le reti di Totti e Alenichev, in quella che è stata l’unica partita degna di nota in giallorosso di Gustavo Bartelt.

(C. Zucchelli)

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