Rivoluzione a Roma: c'è Villas Boas

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini) Tanto perché alle critiche, a volte, sono associati anche i sensi di colpa, ieri da Trigoria hanno fatto sapere che a Luis Enrique negli ultimi tempi è venuta anche un’ulcera da stress.

La notizia non è stata confermata, ma il dubbio che lo spagnolo abbia metabolizzato con affanno le malinconie recenti è venuto (e non ci ha fatto piacere). Il pari di Chievo ha portato il secondo punto nelle ultime 4 partite, regalando allo spagnolo una faccia ulcerosa. Così il d.s. Sabatini alla fine ha pronunciato un discorso che sa un po’ di epitaffio: «Penso che stia pensando all’ipotesi dell’addio. Non sentendo il sostegno per se stesso non sente di poterlo trasferire alla squadra e quindi non vuole mettere la Roma — squadra e società — in una situazione di squilibrio. Noi vogliamo che lui rimanga, ma se così non sarà, faremo altre scelte». Possibile che le abbiano già fatte, perché da ieri il nome di André Villas Boas, ex tecnico di Porto e Chelsea, rimbalza forte.

 

CONTATTI PORTOGHESI Il corteggiamento che Franco Baldini gli ha fatto la scorsa estate è noto. Nessuna meraviglia, perciò, che sceglierlo possa rappresentare una continuità col progetto «bel gioco». Dal Portogallo, poi, fanno addirittura sapere che i legali del 34enne tecnico di Oporto avrebbero già trovato un’intesa di massima con la Roma, cosa non successa invece col Valencia. Nonostante la delusione londinese, Villas Boas ha tanti ammiratori, fra cui Baldini e Sabatini che hanno avuti contatti con lui.

PRO E CONTRO Tutto fatto, allora? Non proprio. Innanzitutto l’ultima parola toccherà a Luis Enrique, che si è preso ancora qualche giorno prima della decisione finale. Anche all’interno di Trigoria, poi, qualche perplessità sul portoghese c’è, soprattutto dopo il flop col Chelsea (con cui ha un contratto fino al 2014). Perciò c’è chi è affascinato dal carisma dello studioso e del vincitore col Porto di campionato e Europa League, e c’è chi invece pensa che puntare di nuovo su un giovane (Totti è più grande di lui) dall’ingaggio elevato (al Chelsea 2,5 milioni netti) e soprattutto straniero possa essere un rischio. E a quel punto, se Allegri divorziasse dal Milan, potrebbe essere il candidato giusto. Villas Boas è descritto sicuro di sé, già padrone della lingua italiana e forte di una esperienza nel nostro campionato (Inter), anche se circondato a volte da una «corte» portoghese — non lo staff tecnico — che lascia perplessità. Ma c’è da considerare un altro aspetto: da qui a fine campionato, cioè quando tutti i club sapranno il loro destino, non è escluso che a Villas Boas arrivino offerte dal club più blasonati e più disposti a ingaggi elevati. E allora l’accordo sulla parola potrebbe andare anche in soffitta. Il suo agente Carlos Gonçalves per ora è sibillino: «In questo momento Villas Boas — dice a Rete Sport — e non ha ancora preso una decisione. Lui sarebbe onorato di guidare la Roma, ma per ora non posso confermare voci».

FACCIA A FACCIA La squadra è ovviamente scossa, anche se nel faccia a faccia di ieri Luis Enrique ha solo invitato tutti a non mollare. A Verona nel dopo partita, comunque, De Rossi è stato chiaro: «Sapete quanto sono legato a lui, ma il calcio si gioca anche senza Luis Enrique. All’inizio il Manchester ha dato fiducia a Ferguson, però ha anche investito in maniera pesante per anni. Una stagione così l’avevo messa in preventivo, però adesso basta». Rolando apre L’impressione è che la società abbia intenzione di farlo e, su questo fronte, ieri dal Porto è arrivata la notizia che il centrale difensivo Rolando, già seguito dalla Roma, possa sbarcare in giallorosso. Dice infatti il suo agente Cardoso: «Ha voglia di nuove esperienze». E che parli proprio nel giorno in cui Roma riscopre Villa Boas, potrebbe non essere solo un caso.

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