Riccardi, il genio giallorosso su cui puntare per il futuro

Riccardi, il genio giallorosso su cui puntare per il futuro

Ieri con la Primavera a Udine, stasera all’Olimpico per l’esordio in Serie A. Mancini ci vede un “10” da Mondiale

di Redazione, @forzaroma

Ieri era a Udine, in campo con la Primavera di Alberto De Rossi. Stasera, invece, partirà dalla panchina guardando un altro De Rossi, stavolta Daniele, nella sua ultima fatica. Aspettando poi il momento in cui Claudio Ranieri gli dirà di scaldarsi, nel finale di partita, per prendere proprio il suo posto. Perché nella mente e nel cuore del tecnico giallorosso è proprio lui, Alessio Riccardi, il giocatore giusto per permettere a Daniele di prendersi l’attesa standing ovation. Perché Riccardi è il talento più fulgido del vivaio giallorosso e perché Ranieri, da romano e romanista, vuole che ci sia un passaggio di consegne ideale. Simbolico, anche da idealizzare.

Ha da poco compiuto 18 anni e per regalo gli è arrivata la firma del nuovo contratto con la Roma, fino al 2023. Come scrive Andrea Pugliese su La Gazzetta dello Sport, i giallorossi in lui vedono davvero un futuro luminoso, ma non solo i giallorossi. È stato infatti Roberto Mancini, proprio in un’intervista alla Gazzetta, a incensarlo come mai Riccardi avrebbe immaginato. “Magari può essere lui il nuovo numero dieci per il prossimo Mondiale”, disse il c.t. nello scorso gennaio. Tanto poi da convocare Riccardi anche in uno degli ultimi stage azzurri.

Centrocampista moderno, Riccardi può giocare un po’ in tutti i ruoli di quel reparto. Utilizzato spesso da mezzala, può fare anche il mediano metodista in una linea a due. Quello che di fatto manca da tempo alla Roma, da quando Miralem Pjanic è stato ceduto alla Juventus.

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