Re Lamela «Gol e assist per Zeman»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Pugliese) Ha chiuso l’allenamento del pomeriggio segnando nella partitella finale (9-4 per i verdi) ben cinque gol: destro, sinistro, tap-in da vicino, tiro a giro e rasoterra da lontano. Un po’ tutto il suo repertorio, quello che la gente si aspetta da lui in questa stagione. «E io quest’anno voglio vincere», dice. Erik Lamela, ancora oggi l’acquisto più costoso della Roma americana, è proprio la scommessa da vincere. Ora o mai più. «Ma io lo scorso anno non ho sentito la responsabilità di quanto sono stato pagato», ribatte Erik.

 
A CACCIA DI STELLE Sabatini, che lo è andato a prendere in Argentina un anno fa, a giugno è stato chiaro: «Se Lamela non diventerà un campione vorrà dire che io sono un asino e dovrò cambiare mestiere». Dovesse succedere, il peso per Erik sarebbe grande. «Ringrazio il d.s. Se diventerò un campione o meno non lo so, posso solo dire che in campo darò sempre il massimo per fare bene», ribatte la punta argentina. La scorsa stagione ha fatto vedere lampi di classe cristallina, intervallati da alcune pause. Il gol al Palermo, all’esordio, lo ha caricato di eccessive aspettative, con Erik che si è sciolto poi sono nel finale (reti d’autore a Lecce, Novara e Cesena). Considerando che ha ancora solo 20 anni, ci sta.

 
RUOLO E GOL«Lamela gioca troppo spalle alla porta, per me non è concepibile», ha detto Zeman nei primi giorni del ritiro di Riscone. Ecco. Allora, che Lamela sarà quello di quest’anno? «Il mister spiega sempre i movimenti a tutti — risponde lui —. Ancora non ci capiamo magari in qualcosa, ma è normale. Vuole che giochi con la palla fronte alla porta e che si facciano cose importanti, pericolose». Da esterno destro, dove può rientrare con il suo sinistro per calciare o cercare l’uno-due con la punta centrale o l’interno di centrocampo di riferimento. Rispetto al 4-3-3 di Luis Enrique, quest’anno Lamela gioca dalla parte opposta (e finora si è diviso il ruolo con Nico Lopez). Ma anche i movimenti non sono gli stessi della scorsa stagione. «Sì, ci sono delle differenze, questo è un gioco diverso. Con Zeman si taglia molto e l’attacco è più verticale». Appunto, per andare a fare gol.

 
OBIETTIVI Del resto, la Roma davanti ha un potenziale altissimo. «Secondo me possiamo lottare per vincere lo scudetto, abbiamo una squadra forte. Io penso di essere cresciuto sotto l’aspetto fisico, la scorsa stagione ho sofferto anche tatticamente. Qui, da questo punto di vista, è difficilissimo. Ma punto a segnare di più e a fare più assist». E a vincere, come ha promesso all’inizio.

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