Quattro cavalieri per un’impresa

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – M.Calabresi) – L’ultima volta che Nicolas Burdisso ha messo piede in campo per una partita ufficiale con la Roma, a Novara il 5 novembre, i suoi compagni di reparto erano Rosi, Cassetti (schierato centrale) e Taddei: è passata una vita, in tutti i sensi. Nove mesi dopo, Burdisso è un uomo nuovo dopo l’infortunio e la lunghissima riabilitazione, ma è nuova anche la Roma, in difesa più che altrove.

 

Facce sconosciute A Riscone, in America e a Irdning, Burdisso voltandosi a destra e sinistra si sarà chiesto: «E questi chi sono?». Facile: sono quelli che Zeman ha scelto per sostituire Rosi, Kjaer, Heinze e José Angel. Per fare meglio, Ivan Piris, Leandro Castan e Federico Balzaretti dovranno limitarsi al compitino, ma il confronto con lo scorso anno non sta in piedi, ed è da brividi solo a pensarci. Non che la Roma abbia investito poco per rifare la difesa: includendo anche il milione e mezzo già versato per Marquinhos, dalle casse di Trigoria sono già usciti 12 milioni (uno per Piris, 4,5 per Balzaretti e 5 per Castan), che diventerebbero 19 se il baby brasiliano e il paraguaiano venissero riscattati tra un anno. […]

 

Pronti all’esordio Domenica il primo esame, contro un Catania che si presenterà all’Olimpico con tre connazionali di Burdisso (Gomez, Bergessio e Barrientos) nel tridente. Con l’argentino, Castan ha già trovato l’intesa («Ci parliamo molto per dare maggiore sicurezza al reparto»); Balzaretti, invece, sembra a Roma da una vita. Batte la fascia sinistra come un aratro ma, considerando la sua esperienza e una maturità superiore rispetto alla media, dal primo giorno ha iniziato in campo e fuori a dispensare consigli ai più giovani. Come Ivan Piris, che domenica con l’Aris non avrà spinto come un forsennato, ma in copertura ha chiuso almeno tre volte la diagonale come a Roma non si vedeva da tempo in quel ruolo.

 

Difensore aggiunto Anche il quarto debuttante ha qualcosa a che fare con la difesa, perché Zeman si è innamorato delle qualità di Michael Bradley, non solo con la faccia rivolta alla porta avversaria, ma anche in fase difensiva, quando c’è da coprire le linee di passaggio degli avversari, da «togliere luce» alle idee degli altri. […]

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