«Per Pallotta il calcio non è un business»

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – M.Cecchini/F.Dragonetti) – Per un club il cui proprietario è il re degli «hedge fund» e il socio di minoranza UniCredit, il tema discusso ieri nell’ambito della fiera «Più libri, più liberi» era scottante. «Passione contro business: il calcio del terzo millennio». Il d.g. della Roma Franco Baldini, però, ha cercato di limitare le polemiche, a cominciare da quelle sul presidente di Lega, che è espresso da UniCredit. Conflitto d’interessi? «Il candidato ideale deve dedicarvisi interamente, senza conflitti. Occorre una nuova governance, un nuovo modo di concepire la Lega, come in Spagna e Inghilterra».

 

Pallotta & Sensi In un calcio «sempre meno sport e sempre più spettacolo», Baldini difende l’Italia («La passione non è sicuramente il gol in rovesciata di Ibra pagato 80 e inutili milioni tra ingaggio e cartellino. Anche qui si sono visti grandi gol») e Pallotta. «Gli americani non sono qui per fare business, hanno preso la Roma per essere ricordati. Pallotta mi ha detto che la Roma è un marchio sottovalutato, ma che lui il business lo fa con i fondi d’investimento. Il loro non è quindi un impegno mordi e fuggi, non venderanno in futuro al miglior offerente. C’è la passione alla base della loro scelta».

E a proposito di passione, dopo le polemiche della scorsa settimana, c’è il ricordo di Franco Sensi. «Venne quasi costretto a prendere la Roma, ma se ne innamorò fino quasi a dedicarle ogni energia. Aveva capito come avrebbe quasi guadagnato l’immortalità se fosse arrivato a vincere lo scudetto. Quel giorno nessuno era più felice di lui. Aveva una passione smodata per la Roma». […]

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