Magie, assist e numeri dieci: poi decide Cavenaghi

Diego manda in gol Totti, palombella di Bojan, Ronaldinho fa il giocoliere, l’argentino timbra il 4-3 per i bianchi

di Redazione, @forzaroma

Una squadra con due numeri dieci, cinque giocatori ancora in attività nei 22 iniziali (Totti, Bizzarri, Burdisso, Bojan e Marquez), tre svincolati (Taddei, Mauri e Ronaldinho), tanti ex campioni che ci tengono a fare bella figura. Chi col fisico ancora tirato, Di Natale o Cafu, per esempio, chi invece con qualche chilo in più, tipo Crespo o Candela, ma col piede ancora caldo. Non lo è l’Olimpico, con 10mila spettatori scarsi e le curve chiuse, ma gli uomini in campo vogliono comunque onorare la partita per la pace. Non tutti però ci riescono fino in fondo, viste le scintille a fine primo tempo tra Maradona e Veron. A riportarlo è Chiara Zucchelli de La Gazzetta dello Sport.

E allora nel riscaldamento Totti e Maradona regalano magie, mentre durante i 90’ (che poi sono 80’), tutti si danno da fare per non sfigurare. Zambrotta corre come se non avesse mai smesso, Totti regala aperture a tutto campo che Di Natale raccoglie ogni volta che può, Cafu si ricorda di quando era il Pendolino che faceva innamorare l’Olimpico, Davids invece si ricorda di quando era un mastino, gli allenatori Capello e Karanka lasciano a tutti l’autogestione. Le squadre si danno battaglia: nei blu i due numeri 10 – Francesco e Diego – sono assistiti da Di Natale, Cafu e Zambrotta. Nei bianchi il capitano è un altro 10 da urlo, Ronaldinho, che gioca con Bojan, Zambrotta, Abidal e Veron.

Al 23’ Totti e Maradona si prendono – ancora – la scena, con Diego che serve Francesco al limite dell’area e il capitano della Roma a giro batte Bizzarri. Bojan, un altro che l’Olimpico lo conosce bene, pareggia con un super cucchiaio su Mondragon in uscita, poi nella ripresa solita girandola di cambi:poi goal dei bianchi con Crespo che di testa segna sotto la Nord, poi Burdisso pareggia sotto la Sud ma Cavenaghi fa disperare Diego segnando il 4-3 definitivo per i bianchi. Maradona che si consola con l’immagine più bella: dopo anni di silenzio, lui in squadra con suo figlio, Diego junior. Almeno quella, sì, ha reso onore alla partita per la pace.

 

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