«La Roma sta peggio della Grecia» «Lazio legione di parametri zero»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – M.Perisse) «La Roma sta peggio della Grecia», voce ovviamente laziale dalla sala pesi. Lazzi sulla «sceneggiata ridicola» del thriller se Totti giochi o meno per il pestone di Cicinho, eco dello sfottò che corre sull’etere di fede biancoceleste.

«C’avete avuto giocatori che hanno sputato sulla maglia e ancora parlate», incalza un giallorosso per innescare «… invece Bojan l’ha calpestata, ma s’è perso l’unico titolo che gli rimarrà nella biografia perché l’aveva già pubblicata». «Lotito c’ha una legione straniera di parametri zero che può fa’ la marcia sulla Lega calcio così rientra». «Luis Enrique sta fuori come ‘na grondaia».

I fratelli contro Nelle palestre di periferia la vigilia è febbrile, ma cauta come si conviene alla scaramanzia. Dimessi e non spavaldi i romanisti, che si confessano «demoralizzati» per via della stagione altalenante e indecifrabile. Dalla Red Fitness di via Cargiolli a Pietralata-Rebibbia, fratelli «contro» per un giorno Claudio e Paolo Santandrea, laziale il primo, cuore e fegato giallorossi il secondo: «È una partita che vivrà di paure — dice Claudio —, noi abbiamo Klose che si porta sulle spalle la squadra più Hernanes; per il resto, un plotone di infortunati». «Siccome la Roma sta andando male — ribatte Paolo ottimista — al derby se li magnamo: siamo sempre lupi».

Da un punto all’altro della città è però crollato il rating d’entusiasmo accordato dagli sportivi-tifosi alla Roma di Luis Enrique. «Va a singhiozzo, l’allenatore non ha una formazione tipo e gioca con due difensori — si sfoga Maurizio Basso, romanista, istruttore di pesistica alla Ego di San Paolo — e poi è difficile accettare l’esclusione di De Rossi». A Garbatella «Un derby nella tempesta» per entrambi i club è il commento epico di Emanuele Troiano, maestro di karate alla Cskw del vicolo di Grotta Perfetta a San Paolo. Passioni più accese nel cuore di Garbatella: da piazza Marco da Tomba si scende nel tempio agonistico delle arti marziali, la polisportiva Yubikai dove grazie al maestro Massimo Lucidi le discipline del tatami si coniugano con impegno e riscatto sociale. «Se vinciamo — dice Federica Ugolini, karateka giallorossa — è una settimana di festa e felicità». Annuisce il romanista Tiziano Lucidi, allievo di wadoryu, omonimo senza legami familiari col maestro.

Il dogma giallorosso del rione è contraddetto da Simone Boi, aspirante istruttore di pesi, biancoceleste: «Non dico chi vince. Ma la Roma senza Mexes e Vucinic si è indebolita. Attaccati, sono fragili. A me fa più paura la Lazio». Indifferenza juventina sull’esito della stracittadina, a prevalere è la fierezza marziale-sodale: «Garbatella siamo noi, non i Cesaroni». Sul set del serial in piazza Giovanni da Triora, il leggendario Roma Club ha già vinto il derby con il dirimpettaio laziale: al posto del club biancoceleste c’è oggi Le Petit Paris, danza e pilates sotto la direzione artistica di Antonella Spalvieri, per anni nei corpi di ballo tv. Il fato ha voluto che ad ammainare la bandiera biancoceleste sia stato un romanista sfegatato, Nicola Carbonara, il presidente dell’associazione cui fa capo l’accademia.

 

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