La Roma fa il tagliando. Pjanic a pieni giri, Lamela frena

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Pugliese) Due giorni e mezzo di riposo, giusto il tempo di ricaricare le batterie e passare un Ferragosto in famiglia, tra amici o a gustarsi il mare, dopo tanti giorni passati alle pendici del Grimming, il complesso montuoso della Stiria che domina le casette da Heidi di Irdning. Lì, infatti, la Roma ha chiuso domenica la seconda parte della preparazione pre-campionato e ora si lancia nel rush finale, quello che la dovrà portare al meglio per l’inizio della stagione. Ma come è andata ad Irdning?

 
BALZA & MIRA  Tra i promossi, ci sono Federico Balzaretti e Miralem Pjanic, 2/3 della catena sinistra titolare nel 4-3-3 zemaniano (l’ultimo tassello, l’esterno sinistro, balla tra Totti e Destro). Il primo ha risolto un problema e mezzo in difesa (visto che può essere ribaltato anche a destra) ed essendo ragazzo di spessore, ha già conquistato il gruppo. Il secondo, invece, è tecnicamente di un’altra categoria e con la sua disponibilità ha fatto anche breccia nel cuore un po’ freddo di Zeman. «Miralem è un ragazzo molto intelligente, con lui si lavora benissimo», ha detto solo due giorni fa il boemo.

 
A SINISTRA  Ma non è solo questo, Miralem è anche il centrocampista in più, quello capace di far salire la qualità di tutto il reparto. Giocherà a sinistra, ma non è detto che anche lui — se necessario — non venga dirottato a destra. Anche perché, a seconda che giochi Totti o Destro dalla sua parte, per lui cambia un po’ tutto. Il capitano, da esterno atipico, arretra molto il raggio d’azione, rubargli metri e campo. Con lui Pjanic deve andare nello spazio lasciato libero da Totti. Cosa che, invece, non deve succedere (almeno con molta frequenza) con Destro, che è uno che attacca la verticalità.

 

MATTIA SHOW  Già, Destro, la bella sorpresa di Irdning, se poi di sorpresa si può parlare. «Con lui, rispetto a Borini, davanti siamo più tecnici», ha detto Zeman. Cosa che fa tutta la differenza del mondo, in un reparto, l’attacco, che da sempre è il differenziale delle squadre del boemo. Mattia è il centravanti naturale della Roma, ma non è detto che non venga «sacrificato» a sinistra per non scontentare Osvaldo (meno propenso dell’ex senese alla fatica che il ruolo richiede). Quando ci sarà Totti, invece, Destro tornerà a giostrare lì al centro, proprio dove rende meglio.
Go «Flo» Dopo il buon impatto di Riscone e della tournée americana, anche a Riscone Florenzi ha confermato tutte le cose buone fatte vedere in precedenza. Tra l’altro, il giocatore di Vitinia sta prendendo sempre più confidenza con il gruppo e la categoria, cosa che non può che far essere ottimisti. Ha ampi margini di miglioramento, cosa che fa sì che il posto di Bradley (in Austria si è fermato per un affaticamento), lì a destra, non è poi così sicuro.

 
ESPERIMENTI A Irdning Zeman è andato anche a caccia del possibile regista. Sulla carta dovrebbe essere De Rossi, anche se non è l’uomo perfetto per il 4-3-3 di Zeman. Per questo, contro il Liezen, Zeman ha dirottato Daniele sulla mediana destra («Ci gioca in Nazionale, può farlo anche qui»), provando in quella posizione Tachtsidis. Il greco è un armadio a quattro ante. È sembrato lento, ma ha bisogno di tempo per andare in ritmo, con quel fisico lì. Di certo non ha la velocità di un felino, ma ha la verticalizzazione nella testa, cosa questa che piace e non poco a Zeman.

 
IN ATTESA «Taxi», però, resta un giocatore da rivedere più avanti. Esattamente come Ivan Piris, arrivato solo dieci giorni fa in gruppo e ancora ingiudicabile. Ha mostrato la cattiveria giusta e capacità in marcatura, ma bisogna capire se è il terzino che fa al caso di Zeman. Come bisognerà capire chi è Dodò, ancora fermo ai box. L’impressione è quella di un ragazzo sveglio e di un calciatore molto promettente. Ma finché non si aggregherà al gruppo…

 

ASPETTANDO IL TANGO  Come da rivedere è Erik Lamela, anche se con prospettive chiaramente diverse. Erik è l’uomo che tutti si aspettano che quest’anno dia quel qualcosa in più alla squadra. Lui nella testa ce l’ha, ora è il campo che dovrà parlare. Altrimenti, Lopez è dietro l’angolo. E con quella facilità di calcio…

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