La Roma e Sabatini: cura del silenzio per ricucire lo strappo

Pallotta non ha ancora iniziato i colloqui per la successione, nonostante la lista di nomi sia lunga: Carli, Gerolin, Pradè, e pure Sogliano. A Trigoria, intanto, si lascia aperta la possibilità che il tempo smorzi le voglie di fuga di Sabatini

di Redazione, @forzaroma

A Trigoria ora si tenta la via del silenzio riallacciare il rapporto tra Walter Sabatini e James Pallotta, perché si verifichi quel «cataclisma» (copyright Sabatini) che sarebbe la permanenza del direttore sportivo alla Roma. Il risultato della partita pare scontato, ma manca ancora tanto tempo alla fine, c’è spazio per cambiare il segno della storia. E per cambiarlo, più che telefonare dall’altra parte dell’Oceano, serve giusto aspettare ancora qualche settimana, il tempo necessario a far tornare a Sabatini la voglia di Roma.

In un colloquio con il presidente, Sabatini ha manifestato l’intenzione di voler andar via. È lui che vuole lasciare la Roma, non è dunque Pallotta a volerlo allontanare. Il presidente, in quel colloquio, non ha accettato le dimissioni. Semplicemente, ha glissato. Poi ha scelto di evitare un confronto nei giorni romani. Ma fosse per lui, il divorzio non sarebbe la soluzione, scrive Davide Stoppini su “La Gazzetta dello Sport“.

Non a caso, Pallotta non ha ancora iniziato i colloqui per la successione, nonostante i venti intorno a Trigoria provino a spingere un giorno quel dirigente e il giorno dopo l’altro: Carli, Gerolin, Pradè, pure Sogliano è entrato nella lista dei pretendenti. A Trigoria, intanto, si lascia aperta la possibilità che il tempo smorzi le voglie di fuga di Sabatini. E che i risultati della squadra facciano il resto.

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