Il ritorno Zeman a Roma, affare di cuore per la Champions

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Catapano) La coscienza di Zeman: l’ultima sigaretta pescarese fumata seduto a un tavolino del bar Camplone, in centro, all’ora della colazione.

Accanto a lui, il presidente Sebastiani e il d.s. Delli Carri, che fino all’ultimo gli sono rimasti attaccati come ventose. Sul corso, decine di pescaresi appena svegli ma col cuore in panne da giorni: «Mister, è sicuro?», «Mister, ci ripensi», «Vabbè, in bocca al lupo e grazie di tutto». Un’altra boccata, gli occhi lucidi, l’ultimo saluto. «Il Pescara resterà grande». Ma la Roma lo chiama. E allora, via verso la Capitale.

RIVINCITA Il ritorno di Zeman: il primo striscione che trova in città viene srotolato all’ora dell’aperitivo davanti al Colosseo da una decina di fan: «Grazie maestro di aver scelto con il cuore». E forse pure con la pancia. Zeman a Roma è un affare sentimentale, ma soprattutto una questione personale. Lo ha ammesso lui stesso, l’altro giorno: «Per me è una rivincita, il rapporto si era interrotto a metà, proprio sul più bello».

NOVITA’ Dalla mattina alla sera c’è una giornata da raccontare. Soprattutto, un ritorno a casa da celebrare: nelle foto scattate durante il primo sopralluogo a Trigoria appare uno Zeman emozionato, forse pure frastornato. In un’altra immagine, gli occhi guardano un punto lontano all’orizzonte, dove, chissà, vorrà portare la sua Roma. Per la prima volta nella sua lunga carriera, Zeman ha firmato un contratto biennale. La proposta del club è sempre stata questa, è lui che ci ha messo un po’ a convincersi. Tre giorni fa, da Pescara, aveva detto: «Io vorrei firmare un contratto annuale, come ho sempre fatto. Per non pesare sulla società se le cose non dovessero andare bene». Ieri, ha accettato il biennale, oggi pomeriggio durante la presentazione con tutto lo stato maggiore romanista spiegherà che si è fidato del Progetto Roma. Con il club condivide in toto gli obiettivi. Innanzitutto: riportare subito la squadra in Champions League. «Del resto — ha ricordato lui stesso —, praticamente è la mia ultima occasione…». Guadagnerà circa un milione netto (più premi) a stagione. Cifre ufficiali non sono state comunicate.

CONFERME In attesa di scoprire il tasso di spettacolarità della seconda Roma di Zeman, si sa per certo che lavorerà sodo come la prima: ripetute, gradoni, copertoni sulle spalle dei calciatori. L’inizio dei lavori forzati a Riscone di Brunico dovrebbe essere anticipato al 5-6 luglio, allo studio pure un’amichevole col Manchester City di Mancini, mentre il terzo impegno previsto dalla tournée americana potrebbe saltare in caso di ripescaggio in Europa League. Aziendalista sì o no? Da oggi, impazzerà il mercato. I trenta milioni attesi dagli Stati Uniti sono arrivati (solo a settembre, però, saranno tradotti in aumento di capitale), ma servono a chiudere il bilancio. Nomi ne sono stati fatti di tutti i tipi, e quelli che ci sono già, curiosamente, sono tutti sicuri di restare con Zeman, tale è la fama di valorizzatore. Ma i grandi campioni, statene certi, piacciono anche a lui. La vera notizia potrebbe essere questa: Zeman non vuole morire aziendalista.

 

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