«Il nostro calcio? È come i Rolling Stones»

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – A.Pugliese) – Tra le tante cartoline della prima giornata, la più bella è quella con la firma Pablo Daniel Osvaldo. Una sforbiciata che ricorda quella dello scorso anno, con il Lecce (gol annullato), anche se eseguita nell’angolo opposto dell’area di rigore e con risultati diversi (ma non per colpa di Pablo, ovviamente). «Mi sembrava di essere in fuorigioco, poi ho visto che il gol era buono e ho tirato un sospiro di sollievo, avevo paura succedesse proprio come con il Lecce[…]».

 

Mentalità boema Intanto, però, la Roma deve subito correre ai ripari e cercare di metabolizzare il prima possibile il calcio di Zeman. «Diciamo che siamo come i Rolling Stones del calcio — prosegue Osvaldo — Lo scorso anno giocavamo tutto possesso palla, ora bisogna adattarsi, è un gioco del tutto diverso, fatto di verticalizzazioni immediate. Se sia meglio o no non lo so, lo dirà il campo». Con il Catania di gioco, in realtà, se ne è visto davvero poco. «Ma c’è anche da dire che i siciliani si muovono bene, in campo sono organizzati e sono una squadra che nelle ripartenze sanno fare male. Il primo tempo hanno giocato tutti dietro, faticavamo a trovare spazi. Nonostante tutto, nel secondo tempo abbiamo fatto una bella partita, dobbiamo lavorare su questo».

 

Titani del gol A Milano, domenica, servirà però ancora di più. Ieri Zeman ha provato il tridente pesante, quello composto da Destro, Osvaldo e Totti. Con i nerazzurri, sarò un scontro tra titani. «E speriamo che il nostro attacco risulti migliore — dice Pablo — Chi gli toglierei? Sicuramente Palacio, mi piace da morire. E’ un giocatore completo, che non dà punti di riferimento. Marcarlo è davvero dura, speriamo non sia in giornata domenica». […]

 

Confermato Così, con quella rovesciata da cartolina, Pablo ha chiuso anche ogni spiffero di mercato. Un gol troppo bello per venderne l’autore. «Non ho mai avuto la sensazione di dover andar via. Sto bene qui, credo che anche la Roma mi voglia. Troppi centravanti? Tutti possiamo giocare al centro e come esterni, anche se con caratteristiche diverse.[…]»

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