Il capitano: «Luis Enrique resti, è un grande»

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – n.Berardino/A.Pugliese) – Era la sua festa, quella delle 500 gare in A.

Ha rischiato di rovinarsela con quel rigore, per poi rialzarsi e farsi degli auguri con la doppietta che salva la Roma dall’ennesima contestazione. «Ma sono due gol che non servono a niente, dovevamo vincere — dice Francesco Totti —. La colpa è quasi tutta mia, avessi segnato quel rigore…». Resta Luis Già, ma chissà cosa sarebbe successo senza quei due gol (e sono 215 in A, a -1 da Meazza ed Altafini). E non è un caso che sulla prima rete si sia sciolto anche DiBenedetto, lanciandogli un bacio dalla tribuna. «L’Europa League è più lontana, ma lotteremo finché non ci condanna l’aritmetica — prosegue Totti -. La Roma senza di me? Sarebbe una squadra come tutte le altre. È stato un anno di transizione, io spero che Luis Enrique resti, è un grande allenatore con un grande futuro. Al primo anno a Roma hanno sbagliato quasi tutti. La squadra è tutta con lui».

E Luis Enrique ringrazia così: «Sono parole che si commentano da sole. Abbiamo costruito tanto, Bojan e Lamela ci hanno dato grinta, ma la fragilità difensiva può essere una spiegazione per la nostra stagione». Tutto su Montella L’altro invitato speciale ieri all’Olimpico era Vincenzo Montella, l’ex di lusso. «Si parla molto di me perché sono una novità, ma io resto equilibrato — dice il tecnico del Catania —. Allenare Totti? Ha fatto una grande partita, è sempre un piacere vederlo giocare. Mi fa piacere essere accostato alla Roma ma so anche che se fossi rimasto qui sarebbe stata la decisione peggiore per tutti»

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