I fantasmi di Roma «C’è la volontà di destabilizzare»

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini) Se volete sapere perché la Roma sia in difficoltà, non c’è bisogno che arriviate alla fine dell’articolo, ve lo diciamo subito. Lasciate perdere Zeman, il mercato o i giocatori: la colpa è dei giornalisti. Questa è la sintesi dell’ora di conferenza che, nel giorno del suo 52° compleanno, Franco Baldini ha voluto regalare alla piazza giallorossa amareggiata.

Immaginiamo che il presidente Pallotta, arrivato ieri a Trigoria, abbia portato tanti fazzoletti e qualche detective bostoniano perché l’accusa del d.g. è pesante: «C’è la volontà di destabilizzare la Roma. La nuova proprietà e il progetto non sono mai stati benvoluti. Se fossi sceso a patti con certe radio o testate, avrei reso l’ambiente migliore per i giocatori. Accuse generiche? Vero, potrei anche fare i nomi, ma ho una responsabilità verso certe persone che potrebbero venire etichettate come nemiche della Roma e poi rischiare ritorsioni». Come se certe radio very british vicine a Trigoria non lo facessero già. D’altronde, il senso è chiaro: «Tutto quanto è stato detto e scritto in questi giorni è completamente falso. Questa società è solida e nessuno di noi ha intenzione di mollare».

Obiettivo Champions Sottolineato come invece alla Roma ci sia un clima di affetti da mulino bianco («non mi sento depotenziato»), Baldini ha cominciato a fare slalom tra i concetti. Ma la rosa è «ottima» (a proposito: ieri Florenzi ha allungato al 2016 a 600 mila euro netti) come dice lui o «sopravvalutata», come dice Sabatini? «Responsabilità ne abbiamo, ma tutto è stato fatto in accordo con Zeman, che non si tocca. Il d.s. voleva solo suscitare una reazione dai giocatori. La proprietà ha dato a noi la chiave di casa. Se i calciatori non sentono che c’è il padrone è colpa nostra. Ieri (martedì, ndr) ci siamo confrontati con loro. Vedremo se le nostre parole avranno effetto.

Noi crediamo di avere tanta storia di calcio per essere credibili molto più di quanto può essere il presidente che viene dall’America. Lo sa anche Pallotta. Il nostro obiettivo è arrivare in Champions. La rosa è competitiva, questi giocatori non sono da bocciare. A gennaio vedremo se e come intervenire sul mercato . E a proposito della differente fame di vittoria tra Juve e Roma su cui si era soffermato, e che tanto ha fatto irritare i tifosi, ha spiegato: «Se un tossicodipendente è abituato a farsi tutti i giorni è chiaro che quando va in crisi di astinenza arrivi persino a rubare. Se uno invece si fa una volta ogni 18-20 anni come succede a noi, non gli manca così tanto». Insomma, in una sola ardita metafora ci sono: la Juve, la droga e il furto. Nemmeno Zeman sarebbe stato così abile. Perciò, se i sussurri da Trigoria dicono che tutta l’operazione mediatica «complottista» è stata fatta per togliere pressione sulla squadra in stile Mourinho, visto l’umore dell’etere locale verso i giocatori la missione non pare essere riuscita.

Pallotta e Stadio Titoli di coda sul Pallotta, che oggi avrà incontri per lo stadio. «Ho fiducia nella squadra, la società è solida, ci riprenderemo», ha detto sbarcato a Ciampino. La stessa filosofia di Baldini, che rassicura: «Non mi sento un pesce fuor d’acqua qui a Roma». E infatti noi siamo convinti che i successi arriveranno. Perché Baldini è un dirigente ormai perfetto per il calcio italiano. 

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