Garcia, telefono caldo: c’è l’inchiesta Figc

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini/M.Galdi) Nessuna decisione da parte del Giudice sportivo Gianpaolo Tosel sulla «telefonata » tra il tecnico della Roma Rudi Garcia e il suo vice Frederic Bompard in tribuna a Livorno: nulla era scritto nel referto arbitrale e neanche nelle relazioni degli uomini della Procura federale, ma ogni decisione è solo almeno per il momento rimandata: la Procura federale ha infatti aperto un fascicolo in base alle notizie stampa.

 

CHIARIMENTI ALLA UEFA «Attraverso l’intervento della Procura federale non vogliamo drammatizzare il problema» ha spiegato il d.g. della Figc, Antonello Valentini , ma tenerlo sotto controllo: prima di eventuali provvedimenti, chiederemo perciò alla Uefa di favorire un chiarimento con gli organismi competenti della Fifa sulla portata e gli ambiti di applicazione della norma, in modo da garantire uniformità a livello internazionale». Insomma è tutto ancora da chiarire anche se in Italia la regola sembra abbastanza chiara: «L’uso di sistemi di radio comunicazione tra calciatori e/o lo staff tecnico non è consentito », si legge. Garcia da 12 anni collabora con Bompard e sempre ha utilizzato questo sistema per «leggere» meglio la partita. In genere veniva usato un walkie talkie, che a Livorno era out. «La radio non funzionava aveva detto Garcia ma ho bisogno di parlare coi miei collaboratori. Mi arriverà una multa? E perché? Vietato dai regolamenti? In Francia è differente ». E in attesa che la Fifa chiarisca la norma, domenica all’Olimpico arriva il Verona e il problema si ripresenterà. Tra l’altro, proprio Bompard a Livorno aveva suggerito a Garcia di far utilizzare di più il tiro da fuori, arma con cui De Rossi ha sbloccato.

 

 

«OCCHIO AL VERONA» Lo stesso Garcia poi è tornato sul successo di domenica. «Era importante vincere e non subire gol. Possiamo migliorare anche tatticamente. Le statistiche poi sono buone. Il possesso palla è stato del 70%, e non era fine a se stesso,maper fare male. Era importante essere pazienti e non perdere la testa. Quando non segniamo, siamo impazienti. La squadra comunque ha una identità di gioco, i giocatori si trovano bene in campo, tutti sanno che cosa fare. È stata bella, poi, la gioia collettiva dopo il gol. Il Verona? Ha vinto col Milan. Sarà una partita ancora più difficile, anche perché non avremo la Curva Sud». Vero, ma il telefonino?

 

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