Florenzi jolly d’oro “Bene da terzino. Ma è un attaccante”

Nonostante la sconfitta contro l’Inter Alessandro Florenzi è stato uno dei migliori in campo. Sono lontane le voci di mercato

di finconsadmin

Magari ritrovarsi a duellare per più di un’ora con Dodò gli sarà parso anche strano, dopo due anni vissuti fianco a fianco, da compagni di squadra. E, probabilmente, gli sarà sembrato anche più strano che non ritrovarsi a giocare ancora da terzino destro, proprio come aveva già fatto quattro giorni fa, contro il Real Madrid. Quasi un tuffo nel passato, l’ultima volta che era «scivolato» così basso era ancora a Crotone, nel purgatorio della Serie B, proprio lì dove Leonardo Menichini l’ha utilizzato un po’ dappertutto, sfruttando la sua versatilità quasi come fosse acqua d fonte.

Jolly dorato Del resto, dopo due anni vissuti all’attacco, prima con Zeman e poi con Garcia, in questa tournée americana Alessandro è tornato a lustrare proprio la sua immensa versatilità: centrocampista contro il Liverpool, attaccante con il Manchester United, terzino destro contro il Real Madrid e ieri, con l’Inter. Un jolly dorato, che può giocare ovunque e che ha nel cuore la disponibilità per adattarsi un po’ ovunque. Scherzandoci su, verrebbe da dire anche in porta, visto che lì gli piace dilettarsi spesso a fine allenamento, sfidando compagni e titolari del ruolo.

Promosso Ieri, così, Garcia ha deciso di riproporlo in quel ruolo che Ale aveva fatto per l’ultima volta proprio a Crotone, più di due anni fa. “Di esterni bassi ne ho due, ma sono uno a Trigoria e l’altro riposa dopo i Mondiali — ha detto a fine gara Garcia, riferendosi rispettivamente a Torosidis e Maicon —. Quando saranno con noi, Florenzi tornerà giocare nel ruolo in cui per me rende di più, quello di attaccante esterno. Ma queste partite ci hanno dimostrato che è capace di giocare anche come terzino destro: sul piano difensivo deve trovare parametri nuovi, ma su quello offensivo ha fatto l’assist per Totti col Real Madrid e quello per Destro qui a Filadelfia. Non è una sorpresa vederlo giocare bene in questo ruolo”.

Conferma Già, non è una sorpresa, tanto che ieri Florenzi è stato il migliore dei giallorossi. Corsa, cross, spinta, a tratti qualche piccola sbavatura difensiva, ma sarebbe stato strano il contrario, dopo due anni vissuti sempre all’attacco. Versatile Alessandro lo è, robot ancora no. Ed allora è facile capire anche perché, alla fine, non si allontanerà da Roma, nonostante l’intasamento lì davanti, nell’attacco giallorosso, ed un contratto che deve ancora essere rivisto. C’è la questione che è romano e romanista, è vero, che conta eccome. Ma c’è anche la sua immensa versatilità, che permette a Garcia di avere un jolly capace di giocare dappertutto. In un calcio sempre più «specializzato», avere uno così è oro puro. E la Roma se lo tiene stretto. Attaccante, centrocampista o difensore non fa differenza. Basta che ci sia…

 

 

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