È una difesa colabrodo E «Taxi» non è un regista

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport-M.Cecchini) Il paradosso è che dietro ai drammi di Torino, c’è un risvolto positivo: gli schiaffi presi dalla Juventus hanno messo a nudo tutti gli equivoci della Roma. «Forse abbiamo sopravvalutato qualcuno», ha detto il d.s. Sabatini. Ad oggi, è così: tecnicamente e caratterialmente. Così tanto, che anche l’ex presidente Rosella Sensi si è presa una mini-rivincita. Puntando il mirino prima su Sabatini («Mi sarebbe piaciuto vedere l’orgoglio romanista. Zeman? Lo stimo, ma alcuni giocatori non sono per lui. Io avrei scelto Montella e forse non avrei preso tutti quei giovani»), poi su Baldini: «La Roma è abituata alla vittoria. Non capisco certe dichiarazioni alla vigilia di una partita come Juve-Roma, dove i giocatori andrebbero caricati».

Difesa Il primo degli equivoci è multiplo, gli esterni di difesa: Piris è inadeguato e se n’è accorto anche Zeman (dopo il Bologna, bocciatura con la doppia panchina), Taddei è vittima di un ruolo che non è il suo e Dodò è il più grande mistero degli ultimi tempi della storia giallorossa. A completare il quadro, gli stenti di Stekelenburg. Gli errori del portiere olandese oramai non si contano più e l’impressione è che paghi soprattutto una fragilità psicologica che non gli permette di rendere come potrebbe. Mescolando un po’ tutto, ne viene fuori un bel cocktail: la penultima difesa della Serie A (dopo il Chievo).

Centrocampo Qui, gli equivoci si moltiplicano. Sulla (alta) qualità di De Rossi e Pjanic nessuno discute. Sulla loro adattabilità al modulo di Zeman forse sì. Ed il primo a farlo è stato proprio il boemo, che non vede De Rossi come il suo regista (lo disse subito e il fatto che gli sta preferendo Tachtsidis ne è la conferma) e che ha spostato Pjanic a destra «perché lui e Totti sono due costruttori di gioco e dalla stessa parte si pestano i piedi». Poi c’è Tachtsidis, in questo momento impresentabile a certi livelli.

Attacco La brutta notizia è il problema ai flessori di Osvaldo, 11° infortunio della stagione (con la squadra che inizia a non sopportare più i carichi di allenamenti e voci intorno a Destro di un piccolo pentimento sulla scelta fatta quest’estate). E l’equivoco? Anche qui, la mancanza di esterni alla Zeman. E poi Lamela, l’acquisto più lussuoso della Roma americana: è un centrocampista offensivo che, per di più, sta confermando tutti quei limiti di personalità palesati la scorsa stagione.

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