Dopo sei giornate è già gara delicata

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – B.Tucci) – La speranza (per i tifosi giallorossi) è che il pranzo non diventi indigesto e provochi il precipitare di una crisi latente. Si parla di Roma-Atalanta che il calendario ha fissato per le 12.30 di domani. Chi l’avrebbe detto, venti giorni fa, che questa poteva essere una partita delicatissima? Zeman gioca le sue carte, finora non ha avuto fortuna all’Olimpico: due soli punti in tre incontri. Una miseria che ha deluso ed indispettito i tifosi. L’altare su cui era stato posto il boemo all’inizio del campionato già traballa. Si ripete un copione già visto lo scorso anno quando il timone era retto da Luis Enrique. Rimpianti? No. Nessuno vorrebbe un ritorno dello spagnolo, ci mancherebbe. Però è un fatto che i tifosi non siano contenti, anzi. Rumoreggiano e le loro proteste hanno creato problemi in società. Ufficialmente non c’è nulla di concreto, ma le voci di popolo sono voci di Dio. E le indiscrezioni raccontano che il vertice della società giallorossa vacilla.

 

Stiamo parlando degli italiani: Sabatini, Baldini, Fenucci. Non tira una buona aria per loro. Tutt’altro. Però un pettegolezzo non è una notizia e quindi bando alle chiacchiere e si pensi ai risultati. Quello con l’Atalanta, innanzitutto.Zeman sta preparando con cura la scelta degli undici. Chi sacrificare in attacco? Destro che non riesce ad esprimersi? O Lamela che gioca a corrente alternata? Ed in difesa chi lasciare in panchina? Addirittura Burdisso? Insomma, il tunnel è buio e bravo è chi vede alla fine un lumicino che possa portare un pò di tranquillità.

 

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