Dodò riprende il volo. E la Roma ritrova gas

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport-A.Pugliese) In attesa di sapere chi sia il diavolo, la Roma aspetta con ansia l’acqua santa. Che, nella fattispecie, ha i riccioloni, corre senza sosta sulla fascia e sembra poter risolvere in un colpo solo tanti dei problemi giallorossi. José Rodolfo Pires Ribeiro, per tutti solo Dodò, sarà la grande novità della Roma nella sfida di Genova. Da titolare? Difficile dirlo ora, di certo c’è che (dopo tre mesi e mezzo) sarà a disposizione. Se poi potrà giocare un minuto, 90 o nessuno, dipenderà da Zeman.

Equilibrio Dodò è atteso un po’ come se fosse il Messia, il giocatore capace di dare più equilibrio al 4-3-3 di Zeman e la spinta ideale sulla fascia sinistra. Sabatini lo considera un predestinato («È un calciatore straordinario: ha corsa, tecnica, sarà un orgoglio per i tifosi», ha detto il giorno della presentazione), Zeman non vede l’ora di poterne sfruttare tutte le qualità («Conto di averlo a disposizione per la gara di Genova», ha detto la scorsa settimana). Lui, invece, in questo momento ha dentro solo una voglia pazza di scendere in campo e di riprendere quel volo interrotto il 16 novembre 2011, quando un’entrata «criminale» di Fabian Bolivar, capitano dell’Internacional di Porto Alegre, gli ha distrutto il ginocchio sinistro. All’epoca Dodò giocava in prestito al Bahia (e su di lui avevano messo gli occhi addosso Manchester United e Milan), dopo che Roberto Carlos (compagno di squadra al Corinthians) l’aveva indicato come suo erede naturale. «Roberto per me è sempre stato un modello, in campo e fuori — ha detto Dodò a luglio —. Mi ha aiutato a crescere, trasmettendomi tutta la sua esperienza». Ma da allora cosa è successo? Che il recupero dall’infortunio è stato gestito a rilento in Brasile, mentre in casa Roma Dodò ha pagato i carichi di lavoro iniziali, a Riscone.

Come cambia Ma con Dodò come cambia la Roma? Nell’idea di fondo c’è lui come titolare della fascia sinistra, con Balzaretti «ribaltato» a destra, come Federico ha già fatto anche in Nazionale. In un colpo solo, Zeman risolverebbe il problema degli esterni difensivi, considerando che Piris si è dimostrato non all’altezza e Taddei è «adattato». La Roma, anche per questo, non vede l’ora di averlo a disposizione. E, forse, quell’attesa è davvero quasi finita.

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