Da Aquilani a Balzaretti: che incrocio di ex

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport) Non ci sarà Pizarro, in Cile per la scomparsa della sorella Claudia. Il Pek aveva mille e più motivi per una gara d’autore, ma stasera sarà lo stesso la sfida dei doppi ex, in tutto ben 12. Con Pizarro in viola ci sono infatti pure Montella, il d.s. Pradè, Aquilani, Toni, Lupatelli, Russo (vice allenatore), il dottor Pengue e Stefano Desideri, collaboratore tecnico di Montella. Meno fitta la colonia giallorossa, con Osvaldo come capofila e Balzaretti e Lobont nella scia.

 
QUANTE STORIE L’ex più atteso è Montella, arrivato a Roma nel ’99 per 40 miliardi di lire, 103 gol in 251 partite. Da tecnico è già tornato con il Catania, nel giorno delle 500 gare in A di Totti rovinò il commiato di Luis Enrique (2-2). Ammaliato e abbandonato due volte, l’ultima in estate. E poi Aquilani, uno dei figli della Lupa, quello che con De Rossi doveva raccogliere l’eredità di Totti. Tra alti e bassi (gli infortuni), Alberto nel 2009 fu sacrificato in nome del bilancio (20 milioni dal Liverpool), nonostante la Sensi avesse assicurato: «Non venderemo mai un romano».

Toni, invece, a Roma ci è stato 5 mesi, sfiorando nel 2010 lo scudetto con Ranieri. Scudetto che nel 2001 vinse Pradè, l’uomo dell’Aventino, che sfiorò altre volte (6 secondi posti), vincendo 2 Coppe Italia e 2 Supercoppe. In giallorosso l’ex doc è invece Osvaldo, che arrivò a Firenze con questa battuta: «Osvaldo, due pizze al tavolo 5», dove Osvaldo è una nota trattoria fiorentina e il nomignolo usato per i camerieri.

Lo scetticismo lasciò poi spazio all’amore, soprattutto dopo due gol: il colpo di testa che permise ai viola di mettere k.o. la Juve fuori casa dopo 25 anni (Dani rispolverò la mitraglia di Batistuta) e la rovesciata (in casa del Torino) che consegnò la Champions.

pug

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