Coni-calcio, la svolta «Ora accordo vicino»

Tanto tuonò che non piovve. Anche se non sono andate via tutte le nuvole dallo scenario del confronto Coni-Federcalcio sui tagli alle risorse, quei 22 milioni e mezzo in meno che ancora ieri mattina avevano provocato una mezza sollevazione all’assemblea dei Dilettanti.

di Guendalina Galdi, @Guend4lina_G

 

Tanto tuonò che non piovve. Anche se non sono andate via tutte le nuvole dallo scenario del confronto Coni-Federcalcio sui tagli alle risorse, quei 22 milioni e mezzo in meno che ancora ieri mattina avevano provocato una mezza sollevazione all’assemblea dei Dilettanti. Di sera, però, il faccia a faccia Malagò-Tavecchio ha rasserenato gli animi. Fino a un comunicato congiunto: «È stata individuata una soluzione di massima che potrebbe salvaguardare le reciproche esigenze di budget». In attesa di capire che fine farà il patto del Nazareno, arriva quello del Foro Italico? Forse. Per ora si capisce, parole di Tavecchio, che ci saranno «sacrifici da entrambe le parti», e che l’intesa dovrà essere capace di sopportare tre esami: il vertice Tavecchio-Leghe del 12, la giunta Coni del 18 e il consiglio Figc del 20 novembre.

 

 

DOPPIA SOLUZIONE Ma come è stata trovata la quadratura del cerchio? A quanto sembra, con un piano in due fasi. La prima con l’utilizzo di una parte della mutualità (almeno la metà, circa 2,5 milioni di euro, lo si sapeva, più i residui del tesoretto). La seconda con un anticipo di cassa (6-7 milioni?) che il Coni garantirà alla Federcalcio. Un sacrificio in parallelo. «Dobbiamo incorniciare la soluzione, perché è un’operazione insolita per l’Italia», dice ancora Tavecchio. Nell’accordo ci sarebbero pure bonus legati alla qualificazioni olimpica dell’Under 21 e mondiale delle azzurre di Cabrini. «Ci sembra che la soluzione sia più vicina», aggiunge il d.g. Michele Uva, anche lui all’incontro con Roberto Fabbricini e Carlo Mornati, segretario e vicesegretario Coni. E Malagò? «Non abbiamo cambiato decisioni già prese, ma affrontato questioni tecniche, e di budget». Un «anticipo»? «E’ possibile».

 

 

PAROLE DURE L’incontro era stato preceduto da parole poco incoraggianti. Altro che fari spenti. Ieri, a Fiumicino, era toccato ad Antonio Matarrese parlare da falco: «I presidenti del Coni – aveva detto l’ex numero 1 federale – toccano il pallone per farsi notare». Non proprio una carezza a Malagò. E Mario Macalli aveva attaccato sulle scommesse: «Abbiamo incaricato dei giuristi – in particolare l’ex presidente Covisoc, Victor Uckmar – che ci stanno dando delle risposte. Se corrispondono a quello che penso, abbiamo trovato la chiave per portare a casa un futuro più tranquillo».

 

 

MODELLO FRANCESE Secondo Agipronews, il modello francese (percentuale fra l’1 e il 2 per cento a chi organizza l’evento), porterebbe al calcio in Italia fra 35 e 70 milioni nel caso di un prelievo su tutto il «giocato», e di 8-16, considerando la sola serie A. Qui, però, la «controparte» non sarebbe il Coni, ma il Governo. Non proprio un interlocutore generoso in questa fase…

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