Centrocampo fisso Zeman non cambia idea Bradley-Tachtsidis-Flo

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – A.Pugliese) – La botta al collo del piede destro c’è stata, ma oggi non dovrebbe impedirgli di svolgere l’allenamento.

Anche se, a conti fatti, gli fa perdere ulteriori posizioni nella gerarchia mentale di Zeman. Daniele De Rossi domani a Verona potrebbe accomodarsi ancora in panchina, anche perché la Roma che sta volando e recuperano posizioni nella scia della Champions ha trovato il suo equilibrio con un centrocampo dove Daniele non c’è: Tachtsidis in cabina di regia, Bradley e Florenzi come intermedi.
Equilibrio Del resto, il centrocampo con il greco, l’americano e il baby capitolino ha anche i numeri dalla sua parte: 4 partite e 4 vittorie, senza mai neanche una sbavatura. I tre, infatti, insieme sono stati schierati contro Atalanta (2-0), Palermo (4-1), Siena (3-1) e Fiorentina (4-2). Certo, è solo uno degli otto terzetti di centrocampo schierati nel corso della stagione da Zeman, ma in questo momento sembra anche quello più solido ed efficace di tutti. «Taxi», infatti, per il boemo è quello più propenso alla verticalizzazione, al passaggio immediato in profondità. «Flo» è l’uomo più utilizzato in assoluto da Zeman dopo Totti, per l’affidabilità nella corsa, negli inserimenti, nella dinamicità e nei recuperi. E poi c’è «Miki», l’ex di turno, che sta conquistando Zeman con la fatica, il rigore, il lavoro e quello spirito tipico da marine: sudore e intensità, senza mai fermarsi.

 
All’università «Ogni giorno che passa, sento che sto crescendo e che sto diventando in giocatore sempre più completo — ha detto lo stesso Bradley a Fox Sports — È una battaglia infinita, dal giorno che calci il tuo primo pallone a quando smetti, questa deve essere la mentalità». E questo, infatti, è quello che piace davvero tanto di lui al boemo, la predisposizione ad ascoltare, apprendere ed eseguire. Proprio come i marine. «In che cosa sono migliorato? Ad attaccare la profondità, gestire il flusso ed ritmo del gioco, collegando le cose tra di loro per vedere i giocatori liberi e dettare il passaggio». Sembrano parole di un manuale calcistico, molto più semplicemente sono gli insegnamento che Bradley ha appreso all’università del boemo.
In campo domani, dunque, Zeman dovrebbe propendere ancora una volta per questo centrocampo qui, quello che finora ha sempre vinto. Unica controindicazione, un eventuale campo pesante in caso di neve o pioggia, dove un «peso massimo» come Tachtsidis, che già non è velocissimo di suo, potrebbe anche fare fatica. Le previsioni, però, da questo punto di vista sono sufficientemente rassicuranti. Ed allora, perché cambiare se con questi tre qui si vince?

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