Cagliari-Roma: 0-3 congelato

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – M.Cecchini – R.Maida) Quando si diffonde la notizia del rinvio del giudizio deciso dalla Corte di Giustizia Federale (Cgf) in merito allo 0-3 a tavolino sancito dal Giudice Sportivo per quel Cagliari-Roma del 23 settembre non disputato, la sensazione è che alla fine abbiano perso (non definitivamente) tutti quanti: il Cagliari, la Roma e probabilmente anche lo sport, senza contare che il ginepraio giurisprudenziale che questa vicenda sottende lascia ipotizzare tempi non brevi e conflitti inquietanti.

 
PALLA ALLA PROCURA  Intendiamoci, già il giorno stesso della prima sentenza abbiamo raccontato come negli ambienti della giustizia sportiva (non necessariamente della Cgf) dubbi sulla inviolabilità dello 0-3 esistevano, anche se la posizione della Roma era (e resta) la più solida. Adesso però il rinvio fa restare tutti in sospeso, perché la Corte ha chiesto alla procura federale «di effettuare un supplemento istruttorio», in particolar modo sulla cronologia degli eventi che portarono il Prefetto di Cagliari, Balsamo, a rinviare per motivi di sicurezza (l’invito di Cellino ad andare allo stadio) un match da disputare a porte chiuse per via del ritardo nei lavori all’Is Arenas.

 
TUTTI DELUSI  Come si diceva, alla fine la delusione è ben suddivisa. Il Cagliari confidava nell’annullamento dello 0-3 e, in ogni caso, sperava almeno che non fosse nominato l’articolo 17, quello più «utile» allo 0-3. La Roma, pur restando ottimista, ipotizzava invece che il verdetto fosse inoppugnabile sia in questa sede, sia in caso di ulteriore appello presso l’Alta Corte di Giustizia del Coni. Ma la partita è complessa. Palazzi, infatti, sta già indagando su Cellino in merito al comunicato in cui invitava i tifosi allo stadio (in cui, secondo la difesa, il fuso orario e incomprensioni hanno avuto un ruolo). Le carte finiranno alla Disciplinare il cui giudizio, se fosse di condanna, potrebbe essere appellato proprio alla Cgf, che in linea teorica però sarebbe in grado di annullare lo 0-3 a tavolino. Un bel pasticcio ma non l’unico, se si considera come il Cagliari si sia già rivolto già al Tar della Sardegna contro la decisione del Prefetto, visto che (per i rossoblù) oltre a non sussistere i motivi di urgenza, la commissione deliberante non ne aveva facoltà per l’assenza dei rappresentanti del Coni e dei Beni Culturali.

 

Scenario: e se il Tar desse ragione al Cagliari? Vero che la decisione della Cgf recita: «…in disparte la valutazione di legittimità del provvedimento prefettizio di rinvio, che peraltro non compete a questa Corte», ma sarebbe singolare avallare una «condanna» in base a una decisione illegittima, senza contare che anche la sentenza del Tar potrebbe essere appellata al Consiglio di Stato.

 
CELLINO & BALDINI Detto che aleggia persino il timore che Sky possa rivalersi per la mancata messa in onda del match, i titoli di coda sono su Cellino e Baldini, presenti ieri in Figc. «Tutto quello che avevo messo in ballo l’ho perso — dice il primo —. Lo spirito con cui sono venuto è quello di difendere lo sport. Baldini? Il presidente fa calcio anche per principio, il dirigente invece solo per una questione economica. Non possiamo parlare la stessa lingua. Il vincitore tra Roma e Cagliari si deve decidere nei 90’». E Baldini replica: «Sono obbligato a difendere i diritti e gli interessi della Roma. Lo sport vince quando vince il rispetto delle regole». Domanda: riuscite a immaginare come sarà avvelenato il giudizio finale qualora (come si teme) arrivasse solo nel nuovo anno, quando cioè gli interessi di classifica di Cagliari e Roma (e di tante altre squadre) si configureranno con chiarezza? Preparate gli elmetti.

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