rassegna stampa

Astori alza già il muro. Lotito primo bersaglio

" La Lazio? Gli accordi si fanno solo quando le società trovano un’intesa. Si può parlare con mille società, ma se non si chiudono le trattative... "

finconsadmin

Pugile per un giorno, dopo aver incassato ecco la replica. Strana la vita per Davide Astori, ritrovatosi quasi all’improvviso sotto la statua di Rocky Balboa, a Filadelfia, a scattare la foto ufficiale e girare una clip insieme con Totti, Garcia e tutta la rosa. Normale allora che gli sia venuta la tentazione di rispondere a Lotito, di lanciare qualche frecciata a chi, dopo averlo trattato a lungo, ha provato anche a smarcarsi: «Astori chi? Mica è Maradona...». E lui: «Ha ragione, infatti giochiamo in due ruoli diversi». Parata e risposta, per giocare con la scherma. Il suo nome è diventato un gioco di parole sui sociale network. #Astorisiamonoi l’hashtag più usato, in un continuo sfottò tra tifosi romanisti e laziali di cui il giocatore è ovviamente a conoscenza. «Sì, con i miei compagni un po’ ci scherzo su. La Lazio? Gli accordi si fanno solo quando le società trovano un’intesa. Si può parlare con mille società, ma se non si chiudono le trattative... Quando è spuntata l’opportunità Roma non ho avuto dubbi». Avrà la maglia 23, «in onore di Cellino, è il suo numero fortunato». E in effetti le stoccate sembrano quelle dell’ex presidente del Cagliari. Eccone un’altra: «Giocare in un club come la Roma, il più forte del campionato, mi dà maggiori possibilità di rientrare in Nazionale rispetto a una squadra inferiore (poi un sorriso senza risposta alla nuova provocazione sulla Lazio, ndr). L’esclusione dal Mondiale è stata di sicuro una grande delusione, ci sono rimasto male, per tre anni ero sempre rimasto nel giro della Nazionale e alla fine è arrivato il no. Ma ora penso alla Roma, con questa maglia credo proprio che mi divertirò. Destro e lo scontro di Cagliari? Mattia è un amico. Il c.t. aveva un codice etico, l’ha tenuto fuori per sua scelta» . 

NIENTE GERVINHO  Non è una scelta della società, invece, il mancato arrivo di Gervinho negli States. Neppure ieri l’ivoriano è riuscito a partire, i problemi burocratici con l’ambasciata Usa non paiono risolvibili. Oggi altro giro altra corsa, ma ormai le speranze per Garcia di allenare almeno per un giorno negli States l’attaccante sono quasi sfumate. Per lui niente foto con Rocky, solo giri di campo a Trigoria. E sul fronte rinnovo tutto continua a tacere.