A testa alta al Bernabeu

Dzeko e Salah si divorano tre mega palle gol, occasione anche per Florenzi e palo di Perotti nel finale di gara. Ronaldo invece non perdona e James fa 2-0. Ovazione per Totti

di Redazione, @forzaroma

Se per quattro volte, sullo 0-0, metti l’uomo davanti al portiere e ne ricavi tre tiri fuori e una respinta, è inevitabile che su di te si abbatta come una scure la prima inesorabile legge del calcio: «Gol sbagliato gol subito». Real-Roma è racchiusa qui, nello sciupio giallorosso quando le cose si potevano ancora raddrizzare.  Il Real non ha potuto esimersi dal punire tanta beneficenza, però attenzione, questo è il classico caso in cui non bisogna fermarsi al risultato. Quattro gol di differenza nei 180 minuti e un notevole gap tecnico, ma quanto a gioco e organizzazione meglio la Roma.

Di tutti il più colpevole, come riportato nell’edizione odierna de “La Gazzetta dello Sport”, è sembrato Dzeko, che verso il quarto d’ora, con la porta spalancata davanti a sé, ha spedito la palla in curva. Dzeko merita il premio Calloni dell’anno, perché recidivo: ricordate l’erroraccio col Palermo? Sul secondo gradino del podio, Salah: per due volte faccia a faccia con Keylor Navas, per due volte tiri fuori. L’egiziano però ha l’attenuante del grande lavoro in corsia, per un tempo le sue accelerazioni hanno squassato il fianco sinistro del Real. L’ultima chance prima della inevitabile beffa se l’è divorata Manolas, ma il greco è un difensore, concludere nella porta altrui non è il suo mestiere.

Proprio si è notata la diversità tra una squadra organizzata, come la Roma, e un assembramento di campioni, come il Real, sebbene non tutti i madridisti abbiano la «luccicanza» dei grandi giocatori. Il terzino destro di serata, Danilo, non è sembrato per esempio all’altezza della compagnia. Ed è significativo che il tendone del circo Madrid lo abbia sorretto un brasiliano anomalo come Casemiro, specie di Gattuso del Sudamerica, «cagnaccio» che ieri sera braccava qualunque romanista osasse avventurarsi sulla trequarti.

(S. Vernazza)

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