Roma, Di Francesco sfiducia i senatori

La sconfitta di Kharkiv lascia strascichi nel gruppo: duro confronto a Trigoria

di Redazione, @forzaroma

Adesso Di Francesco deve intervenire con i fatti. Le parole, anche quelle dette a caldo nella pancia del Metalist stadion, non bastano più, scrive Ugo Trani su Il Messaggero.

Perché la stagione della Roma è nella fase cruciale e ogni errore ormai rischia di diventare fatale. Da domani fino al 13 marzo ecco Milan, Napoli e Shakhtar, partite che diventano fondamentali per il futuro del club.

Di Francesco ha chiamato in causa i big per il calo della Roma nel secondo tempo nel gelo di Kharkiv. Non gli è piaciuta l’interpretazione, soprattutto quella dei senatori, scelta dopo il gol del vantaggio di Under. Lo ha detto in pubblico e lo ha ripetuto a Trigoria ai diretti interessati.  Il riferimento ai giocatori più rappresentativi è stato inequivocabile. “Errori sono stati commessi anche da chi ha più esperienza e da chi deve prendersi più responsabilità”. La lista di chi l’ha deluso: Kolarov, De Rossi, Nainggolan e Dzeko più di altri.

C’è un concetto che proprio il tecnico dovrà approfondire nei prossimi giorni. “Dovremo individuare se è stato un problema fisico o no”. De Rossi, ad esempio, non è sicuramente al top: la sua tenuta è parziale. Anche Kolarov, con Silva vicino solo alla prima convocazione, sembra stanco perché non c’è il ricambio a sinistra. Nainggolan, poi, non è quello dell’anno scorso. La sua flessione non dipende certo dal ruolo: da trequartista non ha certo preso il volo. La crisi di Dzeko, e non solo perché protagonista suo malgrado della trattativa con il Chelsea, è certificata dai numeri: ultimamente fatica anche a calciare in porta. Ma è probabile che il vero flop, mercoledì sera, sia stato caratteriale. Di Francesco non scaricherà i suoi big. Ma, dopo l’8° ko stagionale, al tempo stesso non guarderà in faccia nessuno. Così, domenica contro il Milan, l’ennesima rotazione.

 

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