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Il Messaggero

Processo alla Roma (o a Josè?)

Getty Images

Il tecnico voleva risparmiare energie per il Napoli ma la squadra è venuta giù in blocco

Redazione

Eccolo, il metodo-Mourinho. In tutto il suo splendore e le sue miserie, scrive Andrea Sorrentino su Il Messaggero. Ora lo conosce anche Roma, e sulla sua carne viva. Fine della luna di miele, d'ora in poi solo prendere o lasciare. L'uomo è questo, ama il corpo a corpo, sfidare e spaccare. Provocando, cerca socraticamente reazioni. Stare con José, condividerne le critiche a una rosa impreparata ai grandi traguardi, e stimolare la dirigenza a migliorarla; oppure giudicarlo un altro seccatore, bollito, uno che non sa che pesci prendere e allora manda tutto in vacca, tanto ha dietro il Newcastle (a proposito, continuano a girare voci di offerte da 20 milioni di sterline, tenere d'occhio la pista).

Sono i Friedkin l'obiettivo dell'intemerata di Mourinho in Norvegia. Dove l'azzardo è stato rovinoso. Voleva risparmiare energie per il Napoli ma la squadra è venuta giù in blocco. Il suo battere sull'impalpabilità delle riserve voleva anche essere uno sprone alle riserve stesse, invece gli è tornato sui denti come un boomerang. E' valido però l'argomento principale, ovvero che gli stessi giocatori invisi a José pochi mesi fa erano in semifinale di Europa League, e a febbraio erano ancora terzi in A prima dell'epidemia di infortuni. A questo, Mourinho risponderebbe con una chiamata alla coerenza da parte dei Friedkin. Se avete deciso che Fonseca non andava bene e avete scelto me, quindi di sterzare decisamente, allora permettetemi di compiere scelte, di costruire la squadra a mia immagine.