Stadio della Roma, clamoroso errore nell’iter: rischio default

Stadio della Roma, clamoroso errore nell’iter: rischio default

Il Comune avrebbe saltato un passaggio prima di pubblicare il manifesto della variante urbanistica all’Albo Pretorio

di Redazione, @forzaroma

Il lunghissimo iter dello Stadio della Roma sta per giungere finalmente alle battute conclusive, con l’obiettivo di posare la prima pietra entro l’anno. Come riporta affariitaliani.it, l’intero progetto sarebbe addirittura a rischio a causa di un errore del Comune che avrebbe del clamoroso. L’architetto Francesco Sanvitto, animatore del “tavolo della Libera Urbanistica Roma” e storico avversario dello stadio, ha portato all’attenzione l’osservazione dell’avvocato Andrea Pavanini del foro di Venezia. Nel parere in questione, infatti, sottolinea gli step che il Comune avrebbe dovuto seguire. Terminata la Conferenza dei Servizi, e quindi ottenuto il via libera al progetto di Tor di Valle, il progetto integrato, ormai Variante Urbanistica a tutti gli effetti, deve essere rispedito al Comune, che lo pubblica quindi sull’Albo Pretorio per dare 60 giorni di tempo a chi volesse fare osservazioni. Un passaggio fin qui rispettato dal Comune.

In caso di impianti sportivi privati, però, il verbale conclusivo della conferenza di servizi decisoria costituisce, ove necessario, adozione di variante e deve dunque essere trasmesso al sindaco, che lo sottopone all’approvazione del consiglio comunale nella prima seduta utile. E qui starebbe l’errore, dal momento che il sindaco Virginia Raggi, invece di spedire il verbale in Aula Giulio Cesare, ha saltato questo step facendo pubblicare direttamente il manifesto per le osservazioni, cosa che sarebbe dovuta venire dopo che la variante fosse stata condivisa dal Consiglio.

Leggi la risposta dell’assessore Montuori in merito alla presunta criticità nell’iter burocratico

 

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