Stadi vecchi, 750 milioni di incassi persi

L’arretratezza dello sport italiano in generale, ha nella Serie A il suo esempio più lampante. In questa direzione rientra anche la lentezza dei vari iter burocratici che hanno ostacolato fin ora l’avvio del progetto stadio della Roma a Tor di Valle

di Redazione, @forzaroma

L’obsolescenza di stadi e palazzetti che hanno un’età media di oltre sessant’anni costa allo sport italiano circa 750 milioni l’anno. La sola Serie A patisce un gap di almeno 500 milioni. La media degli spettatori per partita in Serie A è diminuita dai 34mila del 1989/90 ai 21mila del 2015/16. I dati della stagione appena iniziata sono ancora pìù negativi. Inoltre, scrive Bellinazzo su Il Sole 24, alzando la qualità dei servizi e delle strutture, si potrebbe aumentare il prezzo medio dei biglietti. Incremento che moltiplicato per quello dell’affluenza supplementare, potrebbe generare ricavi da gare pari a 180 milioni. Stessa dinamica avrebbero gli incassi legati ai consumi del match-day. Attualmente la spesa media per uno spettatore è pari a 4/5 euro; grazie al miglioramento dei servizi la spesa pro capite potrebbe salire di 12-15 euro con una crescita di fatturato tra gli 80 e i 125 milioni.

Il calcio italiano è indietro rispetto agli altri campionati europei (Premier e Bundesliga su tutti) e la forbice del ritardo si divarica sempre più con il passare degli anni. Per restare in Serie A, ancora una volta un club, il Crotone, è costretto a giocare lontano dalla propria città. Invece, a livello di iter burocratici complessi che rallentano il lavoro per la realizzazione di un nuovo impianto, il caso più evidente è quello della As Roma.

Il presidente Pallotta e il costruttore Parnassi, hanno presentato il progetto del nuovo impianto da edificare a Tor di Valle il 29 maggio 2014. Una struttura ultra moderna, per un costo complessivo che si aggira intorno al miliardo e mezzo di euro. Con la richiesta di integrazioni e correzioni al progetto, quest’ultimo dalla data di presentazione iniziale, slitta al 30 maggio 2016. Il cambio della giunta in Campidoglio e con i dubbi espressi dal Movimento Cinque Stelle, ora la parola passa alla Conferenza dei Servizi che dovrà assumere una determinazione entro il 6 marzo 2017. Mentre il Consiglio comunale dovrà approvare una variante urbanistica. Nel frattempo la deadline per il debutto del nuovo impianto, fissata inizialmente al 2017, è stata spostata al 2019.

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  1. fernandomattiacc_339 - 4 anni fa

    Con l’avvento delle tv private e gli stadi vecchi questo è il risultato.

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