Rivera: “Il Pallone d’Oro? Buona idea, Francesco se lo merita”

di finconsadmin

Si fa presto a trovare un fine intenditore di Pallone d’Oro e di numeri 10. Secondo l’edizione odierna del Corriere dello Sport,chi meglio di Gianni Rivera sa cosa vuol dire guadagnarsi il premio dei sogni istituito da France Football.

 

Totti e il Pallone d’Oro, mission impossible. Non c’è mai riuscito, eppure…
«Totti non si discute Finora ha pagato solo il fatto che la Roma non ha mai vinto in Europa»

 

Non basta vincere il Mondiale né fare la differenza da leader di un unico club e in Nazionale?
«Nell’anno del Mondiale, il 2006, è stato scelto Fabio Cannavaro, nelle altre edizioni si sono comunque indirizzati verso altri nomi sempre importanti e qualificanti. La storia del Pallone d’Oro è questa: France Football ha stabilito dei criteri e poi ci sono voti da tutta Europa che sanciscono una classifica».

 

L’avrebbe meritato o a livello personale gli è mancato qualcosa per vincerlo?
«Come giocatore non si discute e l’avrebbe potuto vincere per le doti e il valore riconosciuto da tutti. Rimane sempre il problema della relazione tra il giocatore, in questo caso lui, e il club di appartenenza. Si deve vincere in campo nazionale e soprattutto internazionale. Non è stato fortunato in questo senso, anche se sta facendo una carriera bellissima».

 

Una volta Totti ci scherzò sopra chiedendosi cosa dovesse fare per vincerlo: lei gli ha risposto, no?
«Non basta essere forti a livello individuale: questo evidenzia la parabola del Pallone d’Oro. Si è forti, e quindi si viene premiati, in un contesto speciale di squadra che può essere un club o la Nazionale».

 

Potrebbe essere una soluzione rimediare a certe “dimenticanze” istituendo il Pallone d’Oro alla carriera?
«E’ un’idea, ma va chiesto ai promotori di France Football. Loro sono partiti con una caratteristica precisa che ha sempre caratterizzato il premio: si assegna a un singolo calciatore anno per anno. Difficilmente secondo me cambieranno idea. C’è chi l’ha vinto più volte, in anni diversi. Questa è la formula. Si tiene conto della singola stagione e il riconoscimento è mirato sul giocatore che si ritiene il migliore di quell’annata».

 

Tra i numeri 10, lei dove colloca Totti?
«Impossibile stilare una graduatoria, impensabile metterli in fila. Ce ne sono tanti che hanno divertito in passato e divertono di questi tempi. Oggi magari divertono un po’ meno».

 

Cosa apprezza particolarmente di lui?
«E’ un giocatore che ha tante qualità. Non un aspetto in particolare, ma una serie di attitudini che vanno dalla visione di gioco alle giocate. E’ un campione, un capitano, un simbolo. E ha fatto una scelta importante quale quella di vestire una sola maglia».

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