Nazionale, ? un’ Italia che punta sui giovani

di Redazione, @forzaroma

(Repubblica – M.Pinci)?Il gol di Verratti all’Olanda ? un altro messaggio di Prandelli sulla via del rinnovamento. Nel mondo nessuna squadra pu? puntare su un gruppo di campioni nati dopo il 1990: le nostre stelle El Shaarawy e Balotelli insidiate solo da Neymar. E bene stanno facendo anche Santon e Florenzi. Intanto dalla Under 21 sta per arrivare un altro gruppo di grande prostettiva.

 

E’ solo calcio, ma almeno dalla Nazionale arriva un messaggio confortante ad un Paese sempre pi? vecchio: c’? un’Italia che punta sui giovani.? Il gol di Marco Verratti all’Olanda vice campione del Mondo, ad Amsterdam, se non ad un avvertimento pu? somigliare a una cartolina diretta alle grandi europee e non solo: in pochi, oggi, possono godere di baby campioni come quelli di Prandelli.

 

A eccitare sogni e speranze di chi ama il calcio, sono da sempre gli attaccanti. La prova opaca tra i canali olandesi non tragga in inganno: nel campionato italiano sono gi? fioriti due campioni dalla carta d’identit? invidiabile. El Shaarawy, Balotelli, chi ne ha due cos?? Pochi, forse nessuno: gli avversari Orange facevano sfilare una squadra baby in cui il talento puro, per?, scorreva distillato in poche gambe: oltre a quelle gi? consunte di un fuoriclasse come Robben, sprazzi di classe li hanno mostrati la mezzala Strootman, classe ’90 e il regista Maher, del ’93. Per il resto, poco. Ma tutto il Vecchio Continente, quasi per non tradire se stesso, continua ad affidarsi a carriere gi? avviate da tempo: anche in Spagna devono conoscere il detto “squadra che vince non si cambia”, se nel gruppo capace del filotto Europeo-Mondiale-Europeo, da Casillas a Fabregas, da Iniesta a Xavi fino a Piqu?, Puyol, Ramos, Alonso, l’unica novit? degli anni Novanta ? il catalano Montoya, nulla pi? che una buona alternativa.

Ancor pi? timida?la Francia, che continua ad affidarsi alla generazione degli Ottanta, da Ribery a Benzema passando per Giroud e Menez. Sakho, difensore del ’90, si accontenta delle loro briciole. L’Inghilterra ha aperto ai giovanissimi dell’Arsenal Wilshere e Oxlade-Chamberlain, entrambi del ’93, e ai due del Manchester Shelvey (’91) e Welbeck (’90), ma nei ruoli chiave non rinuncia a Lampard, Gerrard, Rooney. Decisamente meno conservatrice la Germania, che lancia talentini a raffica. Le uniche vere stelle nate dopo il 1 gennaio 1990 per? sono Mario Goetze e Toni Kroos, trequartisti di Dortmund e Bayern. Con l’Argentina ferma a Messi e sorda ai richiami di Lamela (’92), dall’altra parte del mondo brilla soltanto il Brasile: Neymar, Lucas (’92) e Oscar. Loro s?, forse, sono gi? davanti a tutti.

 

L’Italia, per?, pu? rispondere con un gruppo di ragazzi nati tutti dopo le Notti Magiche del ’90, ma gi? pronti a incantare. Dietro a Balotelli e El Shaarawy, infatti, si ? rivelata al mondo (e da tempo) la stella di Verratti, del ’92. E con l’Olanda ? piaciuto anche Santon, ’91, atteso dal rilancio definitivo dopo il boom e lo smarrimento, oltre al coetaneo Florenzi. Ma dalla notte olandese erano rimasti fuori, soltanto per problemi fisici, talenti gi? stabilmente nel giro buono, come il romanista Destro (’91) e il rossonero De Sciglio (’92), titolari almeno al pari dei pi? maturi Osvaldo e Abate nella testa di Prandelli.

 

Altri, invece, continuano ad alternarsi tra l’azzurro dei grandi e quello dei giovani, come gli attaccanti del ’91 Lorenzo Insigne, che ha gi? debuttato con i big, e Fabio Borini, autore del gol vittoria contro i pari et? tedeschi, ma anche Ciro Immobile (’90). Giocatori importanti e pronti al salto – Borini era anche agli ultimi Europei – tanto che anche Prandelli rischia di trovarsi in forte imbarazzo con il collega dell’Under 21 Mangia:”Per le convocazioni nella Confederations Cup e gli Europei under 21 dovremo parlare”, lo ha avvisato il ct, consapevole che molti dei gioielli dell’Italia baby serviranno a quella dei big. La logica conseguenza di un movimento tornato a guardare alle proprie risorse per risollevarsi da una crisi che ne ha messo in ginocchio finanze e ranking europeo. In un anno, la serie A ha ridotto di dodici mesi abbondanti la propria et? media. L’Italia di Prandelli, sentitamente ringrazia.

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